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Primo Brainstorming Lounge 2013: le persone sono importanti

Brainstorming Lounge e networking: avviato nel 2010 e giunto
alla sua seconda edizione, il Brainstorming Lounge è uno spazio di
confronto aperto e libero che riscuote sempre più successo
all’interno della comunità imprenditoriale bolognese
Al Brainstorming Lounge ciascuno si presenta con la propria storia e le proprie esperienze. A volte può capitare che queste storie si intersechino come ad un crocevia e chissà che da queste alchimie casuali e improvvise non scaturisca qualcosa di nuovo ed entusiasmante. E’ d’altra parte questo il ruolo che eventi come il Brainstorming Lounge hanno all’interno di un ecosistema imprenditoriale: generare dei cortocircuiti, sovvertire gerarchie e linguaggi stantii, creare nuove combinazioni di valore.

Così, al primo evento del 2013 tenutosi il 10 aprile scorso presso Villa Gandolfi Pallavicini, sede della Fondazione Alma Mater, capita che durante il consueto spazio dedicato al pitch corner Giovanni Cavallo, giovane startupper, presenti Sgnam.it, una nuova piattaforma on-line per effettuare ordinazioni a domicilio da ristoranti e pizzerie, mentre  nel panel vi sia Benvolio Panzarella, CEO di JustEat Italia, colosso del takeaway online approdato in Italia nel 2011. Due diretti concorrenti insomma: Sgnam.it, nata da poco più di quattro mesi, conta 60 ristoranti affiliati e 1.400 utenti tra Bologna e dintorni; JustEat, invece, è forte di un’esperienza decennale e di una capillare presenza in 13 paesi europei, in cui gestisce fino a 120.000 ordini al giorno per un giro d’affari di 1 miliardo di dollari. Qual è la chiave del successo di JustEat e in che modo Sgnam.it può replicarlo e, perché no, differenziarsi?

Il buon team in una frase: "Do good, have fun, make money".
Il prodotto e le buone idee non bastano, come chiarisce Francesco Inguscio, CEO di Nuvolab; ci vogliono un’ottima execution e un’ottima capacità di interagire con il mercato. Tuttavia, a monte deve esserci un team di persone motivato e dotato di competenze adeguate. Non esiste una ricetta univoca per dar vita ad un team vincente, ma dagli interventi degli ospiti emergono alcuni elementi assolutamente necessari. Benvolio Panzarella, molto diretto, ricorda che il denaro è il principale elemento per motivare il gruppo, ma non basta. Indica che “volere è potere” e che quindi l’entusiasmo e la voglia di fare devono sempre essere presenti.  “Passione” è un’altra parola d’ordine di grande importanza. Anche “agonismo”, inteso come tensione vitale al superamento dei propri limiti e non come cinica prevaricazione del prossimo. E’ quest’ultimo l’elemento che secondo Jacopo Vigna, CEO e fondatore della startup modenese MilkyWay, serve ad “alzare l’asticella affinché tutti possano lavorare insieme verso un obiettivo”.

Serve anche tanta ”armonia” per fortificare il team. I suoi componenti devono avere una visione comune, ma possedere competenze diverse e complementari, dimostrando flessibilità e capacità di adattamento. Per coadiuvare il processo di selezione del personale e di formazione di un team di lavoro può essere utile uno strumento come PDA (Personal Development Analysis), presentato da Enrico Fiore, che permette di descrivere e conoscere nel dettaglio le capacità delle persone, i loro punti di forza e le eventuali aree di miglioramento. Da ultimo è estremamente importante saper comunicare con il mercato: ispirandosi alle 95 tesi contenute nel Cluetrain Manifesto, sempre Enrico Fiore spiega che “i mercati sono fatti di conversazioni” e che in quanto tali coinvolgono esseri umani e implicano un linguaggio diverso dal classico corporatese, più esplicito e diretto, fatto di termini semplici ma efficaci.

Francesco Depalo, Bologna



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