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FaRete, Brainstorming Lounge e le donne. Soluzioni imprenditoriali al femminile

Startup&Women si è concluso (Brainstorming Lounge, lunedì 19, Bologna). Un susseguirsi di emozioni con speaker che si sono raccontate non solo da un punto di vista professionale ma anche personale, come donne, e con quella sincerità tipica del gentil sesso. Vista con gli occhi dell’investitore Elizabeth Robinson, la scelta dell’investimento giusto è soprattutto questione di trovare la persona giusta. Che sia uomo o donna, per chi valuta progetti, non fa differenza. L’importante è che si tratti di una persona determinata, con la propensione a creare un team - perché “senza team non si investe” - e mai arrogante. Bisogna avere la capacità di ascoltare ed essere “assertive”. E nel gestire i rapporti con gli altri le donne hanno una marcia in più - come dice Sarah Morrison, Console Generale USA. Una donna ha sensibilità e predisposizione all’ascolto tali da facilitare la cooperazione con gli altri e il lavoro in team.

Ph. credit: FARETE Unindustria Bologna
Se mai ci si dovesse trovare in contesti con la tendenza a discriminare, il suggerimento di Elizabeth è quello di specializzarsi. “Se ti specializzi verrai riconosciuta per la professionista che sei, indipententemente dal resto”. Per contro, quando non si ha una formazione tecnica si possono incontrare difficoltà - a dirlo è Elena Favilli in collegamento da San Francisco. Lei e la sua collega Francesca di Timbuktu avevano profili completamente diversi da quelli tipici degli startupper americani: uomini e con una formazioni tecnica. Per questo hanno dovuto superare scogli e pregiudizi, ma alla fine la loro determinazione ha convinto gli investitori.

Annalisa Balloi, non è meno determinata. Scienziata, dopo gli studi ha intrapreso un percorso accademico. Ma non le bastava. Voleva che la sua ricerca si traducesse in qualcosa di concreto. Gli accademici italiani però non sono ancora al pari dei loro colleghi stranieri in quanto a promuovere startup. Così, come un pregiudizio al contrario, gli startupper vedono l’università come il luogo dove è difficile “concretizzare” le idee. L’esperienza di Annalisa, sembra essere in controtendenza. Micro4yoU, nasce nell’Università di Milano per diventare una startup che utilizza i batteri per applicazioni innnovative in campo alimentare e nel restauro di opere antiche. Qualcosa quindi sta cambiando.

Oltre alle soddisfazioni imprenditoriali, però, per le donne c’è forse anche altro. Elizabeth, dopo i successi della sua NicOx (che da startup è diventata una delle più grandi aziende farmaceutiche in Europa, ora quotata alla borsa di Parigi) ad un certo punto si è resa conto che forse la sua famiglia stava rimanendo indietro. “Io ero felice e pensavo che anche la mia famiglia lo fosse”. Ma non era completamente così. Allora ha lasciato l’azienda e si è dedicata ad un’attività che meglio si conciliasse con la vita da mamma, il business angel, ritagliando più spazio per la famiglia, che per una donna è forse la più importante delle startup.

Startup&Women è un evento della serie Brainstorming Lounge. Come al solito ci sarebbero tante persone da ringraziare, ma due donne in particolare. Grazie infatti a Unindustria, nella persona del suo direttore Tiziana Ferrari, per aver ospitato l’evento nella splendida cornice di FARETE, l’iniziativa annuale dedicata a fortificare il network delle aziende Bolognesi. E grazie a Sara Roversi, per aver supportato brillantemente l’organizzazione dell’evento e in particolare per aver curato il catering dell’aperitivo. Ci sarebbero anche diversi uomini da ringraziare. Non restateci male se non vi nominiamo. Questa storia non è dedicata a voi.

Antonio Sica, Bologna

Antonio Sica, appassionato di startup e di musica, tutti i giorni si occupa di web marketing. Lo trovate su Twitter come @antoniosica e su www.mediamate.it

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