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La Silicon Valley è al castello di Bertinoro con gli Alumni Fulbright Best

Fine novembre, esco di casa nel freddo pungente dell’entroterra della Marca Anconetana, pochi minuti alle 8, direzione Bertinoro (Forlì-Cesena). Avevo ricevuto la newsletter dell'Istituto Italiano Imprenditorialità qualche giorno addietro e mi era sembrata, come al solito, molto interessante e degna di qualche ora di viaggio. Quando arrivo nella sala avevano appena iniziato i lavori del Barcamp con gli interventi introduttivi dei "padroni di casa", il centro residenziale universitario e il ringraziamento a chi aveva reso possibile l’iniziativa (Confindustria, Camera di Commercio e qualche fondazione e azienda locale).

Francesco Inguscio (Nuvolab) intervista
Mike Kyriacou dalla Silicon Valley durante il Barcamp
Qui a Bertinoro, percepisco subito che il livello delle presentazioni è nettamente superiore ad altri incontri dedicati alle startup a cui regolarmente partecipo. Questi ragazzi tra i 35 ed i 40 anni che avevano partecipato al programma Fulbright BEST in Silicon Valley si distinguevano nell'argomentare i loro “business project”, per l'organicità e la sistematicità in cui avevano organizzato le loro presentazioni. Dal biomedicale, si passa al green per arrivare al digitale. Ascoltavo con estrema attenzione cercando di carpire l'essenza della loro esperienza imprenditoriale, e le energie esistenziali che caratterizzavano ognuno di loro.

Tra le presentazioni resto particolarmente colpito da quella di Federico Maria Grati, origine toscana, che racconta della sua startup che utilizza rifiuti agricoli per creare energia. La ricerca alla base della sua idea permetterebbe, in larga scala, di sopperire alle risorse assenti in zone come l’Africa. Ricorda che, dopo aver raffinato il modello di business in California, raccoglie un round di investimento dopo l'altro per creare la prima “production plant” in Congo. Proprio nel paese africano si era trasferito e aveva vissuto per diversi anni lavorando a fianco al suo team.

Così la giornata continua su quest’onda, intervallata da pause caffè e dal pranzo. In serata mi si presenta anche l’opportunità di trattenermi a cena con la comitiva dei BEST. Quando nel gelido freddo che si incanalava tra i vicoli del borgo arriviamo in osteria, mi trovo seduto proprio vicino a Federico. Così ho l’opportunità di entrare nel dettaglio della sua esperienza: mi racconta come tutto era nato mentre sviluppava la sua tesi di dottorato sulla sostenibilità. In particolare l’ispirazione venne dalla lettura di un libro sull'economia e sulla società sostenibile, in cui per le soluzioni si prende ispirazione dalla natura, in cui non esiste il processo di scarto, ma ogni “output” viene riutilizzato come parte dell'ecosistema.

L’indomani lascio Bertinoro, carico del vibrante entusiasmo degli Alumni del Fulbright, pronto ad affrontare le avventure che il mio progetto di social business sul design indigeno mi riserva, ed auspicandomi di poter, un giorno, essere anch’io parte di questa comunità.

Pierpaolo Ceciliani

Pierpaolo si interessa di imprenditorialità, in particolare di innovazione sociale. 

Articolo ripreso da StartupBusiness

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