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Colazione da Buck’s: uova, caffè e una buona fetta di cultura della Silicon Valley

«E’ come Facebook, però qui i volti sono reali e ci si guarda tutti in faccia, da un tavolo a un altro della sala». Questa è una delle tante definizioni che l’eccentrico Jamis MacNiven utilizza per descrivere Buck’s, il locale di Woodside che svolge un po’ la stessa funzione del social network più famoso al mondo: far conoscere nuove persone, favorire relazioni, ma anche - e soprattutto - creare le condizioni per sottoscrivere accordi imprenditoriali.

La prima volta che entrai c’era un anziano signore in uno dei tavoli vicino alle grandi vetrate. Era insieme a due signore, una probabilmente la moglie e l’altra la figlia. Il suo volto mi sembrava familiare e mentre, vedendomi osservare, mi porgeva un saluto, mi resi conto che era Doug Engelbart, ricercatore e imprenditore noto per aver inventato il mouse per computer. Da allora non smisi mai di visitare il locale di Jamis.


Il ristorante a ovest da Palo Alto, a due passi dall’autostrada 280 e dalle colline che sormontano la Silicon Valley, è lontano dalle principali startup della California. Ma è a meno di quattro miglia dalla Sand Hill Road, dove hanno gli uffici i venture capitalist più influenti del mondo. Ecco perché negli anni Buck’s è diventato un punto di riferimento per chi opera nella valle. Tanto che lo stesso Jamis MacNiven è stato testimone di alcuni degli appuntamenti “monumentali” della storia della tecnologia: dai fax ai primi telefoni mobili, dall’incorporazione di Hotmail alla nascita di alcuni noti social media.

La svolta storica è avvenuta nei primi anni 90. «Nel 1995 saranno entrate nel mio ristorante almeno 150 troupe televisive - spiega MacNiven in una intervista -. Era l’anno in cui venne lanciato Netscape, il browser che ha cambiato tutto. Abbiamo avuto la fortuna di essere il luogo dove avvenivano i primi incontri, quelli fondamentali tra gli ingegneri  informatici e i venture capitalist. Era molto eccitante, perché almeno una volta nella vita a tutti sarà capitato di accedere a Internet attraverso questo browser». Quella di Netscape stata solo una delle invenzioni più rivoluzionarie tenute a battesimo sorseggiando un caffè o consumando il breakfast con le fantastiche “eggs benedict”. Jamis ci mostra i tavoli su cui per esempio è stato firmato l’accordo per PayPal dicendo «qui Elon Musk ha fatto uno dei primi “pit stop” della sua brillante carriera di imprenditore».

All’ingresso, ad accogliere i clienti, c’è la Statua della Libertà con un cono gelato in mano; un enorme dirigibile Zeppelin “sorveglia” i movimenti tra i tavoli dove vengono servite “omelette” ed “eggs with bacon” a colazione, “burger” e “salad” a pranzo e steak per cena; un prototipo di IDEO corona una parete mentre fette di silicio e prototipi vari sono un po’ ovunque, anche in bagno. Appesi al soffitto gli stivali da cowboy illuminano il locale e in ogni angolo una foto, un quadro, un ritaglio di giornale o anche solo una dedica immortalano i “pasti storici” serviti in un secolo di storia.

Buck’s è un luogo affascinante e il cibo è buono. Ma non è solo questo. Un osservatore attento da Buck’s può capire una buona fetta della cultura della Silicon Valley, fatta di relazioni tra persone, di informalità e di continuo lavoro. Le opportunità sono ovunque, le persone sono curiose e disponibili ad ascoltare gli altri, almeno una volta. Uno sguardo o una parola ed è facile avviare una conversazione. Il locale di Jamis è famoso ma mantiene uno stile semplice, diremmo “alla mano”; riflette l’informalità è proprio di casa: dei suoi frequentatori sono, interessati alla tecnologia e a creare la prossima “big thing” (la nuova Google o Tesla) e piuttosto distratti in tema di moda.

Il proprietario di Buck’s tende a minimizzare («siamo solo un ristorante, diamo solo da mangiare»), ma conosce a memoria i tavoli in cui si sono seduti i più famosi inventori della Silicon Valley.

Se siete di passaggio mentre inseguite il vostro sogno in Silicon Valley, scriveteci. Saremo felici di portarvi da Buck’s per una tazza di caffè e per raccontarvi come questa valle continua a creare il futuro tecnologico del mondo.

Bruno Iafelice e Paolo Tomassone


Articolo pubblicato per la prima volta sul giornale "Resto al Sud" per promuovere la cultura imprenditoriale.

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