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FruttaWeb cresce con un seed di 300K. La ricetta? Il networking

L’esperienza di Biasin e Giacchino, che hanno unito le forze dopo il TVLP in Silicon Valley.

«Il principio che sta dietro la “community” è molto semplice: tu fai del bene agli altri; gli altri fanno del bene a qualcun altro; e quell’altro arriva a far del bene a te». Le parole sono fin troppo chiare. Marco Biasin e Massimo Giacchino, Ceo e Coo di FruttaWeb, ne hanno compreso fino in fondo il significato partecipando nel 2015 al Technology Venture Launch Program (TVLP) in Silicon Valley.



Arrivati in California ognuno con il proprio sogno, ognuno con le proprie idee, i due innovatori emiliano-romagnoli si sono scrutati e hanno deciso di unire i talenti e le forze per sviluppare un unico progetto imprenditoriale. FruttaWeb – il primo e-commerce in Italia di ortofrutta, che conta già una trentina tra collaboratori e professionisti – consente di scegliere tramite computer o smartphone tra oltre 1.300 varietà di frutta, verdura, cereali e spezie e riceverle direttamente a casa o in ufficio entro le 48 ore.

Ora l’azienda nata dalla famiglia Biasin, produttori di cocomeri in Emilia-Romagna, può contare su un investimento di 235 mila euro da parte di Italian Angels for Growth e di 50 mila euro dell'imprenditore del settore Oscar Zerbinati. Questo investimento permetterà a FruttaWeb di espandere il proprio business, ampliando la gamma dei prodotti e potenziando la linea biologica, attraverso un accordo con uno dei marchi di frutta e verdura più importanti nel settore.

Fondamentale per i due innovatori è stata l’esperienza per acquisire la cultura imprenditoriale della Silicon Valley dove ogni giorno imprenditori, founder ed investitori si incontrano, chiacchierano e si scambiano biglietti da visita. Lì, infatti, il “networking” è una delle regole basilari. «L’energia che si sente qui è diversa – ha spiegato Massimo Giacchino –. E’ impressionante constatare come nel corso degli eventi le persone si avvicinano, ti chiedono cosa fai, ti mettono in contatto con altre persone… e il giorno successivo veramente ti scrivono, rispondono alle tue mail, dimostrano attenzione al tuo progetto».

«Questo è veramente un mondo fatato, ma non dobbiamo fermarci qua – ha raccontato Marco Biasin al termine di un networking con studenti della Santa Clara University –. Dobbiamo tornare in Italia con l’idea di dire: abbiamo acquisito qualcosa, non vogliamo lasciarlo qua, dobbiamo portarcelo dietro».

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