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Silicon Valley, dove i talenti diventano imprenditori globali. Un nuovo modo di creare aziende

Le idee innovative non bastano in un mondo globale. Per avere successo, un'impresa deve parlare una lingua internazionale e un imprenditore deve avere una marcia in più, quella che ha accompagnato Steve Jobs, Mark Zuckerberg o Elon Musk a creare i loro colossi e che attira nella valle più famosa del silicio imprenditori da ogni parte del mondo. E' per questo che in Silicon Valley è nato l'istituto TVLP (www.tvlp.co), per insegnare un nuovo modo di creare aziende.



Bruno Iafelice, Ceo di TVLP. "Quello che c'è dietro Tvlp non è solo l'intento di educare una nuova generazione di imprenditori, ma anche di creare una comunità mondiale di persone di talento che possono aiutarsi a vicenda e possono creare dei business che partono piccoli ma possono diventare globali e vogliono rendere il mondo un posto migliore".

La specialità di Tvlp, che raccoglie domande di partecipazione attraverso il proprio sito internet, è creare programmi immersivi. A scendere in campo è una squadra di talenti, come Naeem Zafar, con 6 startup di successo alle spalle, di cui una quotata al Nasdaq e una cattedra in Imprenditorialità all'università di Berkeley. "La Silicon Valley non è posto in cui i soldi cadono dagli alberi, è una cultura, un modo nuovo di descrivere la tua impresa e di pensare al tuo business. Quando acquisisci questi potenti strumenti comunicativi e organizzativi, diventi in grado di attirare investitori, clienti e talenti che vogliono lavorare con te".

Zafar è uno dei membri della Faculty di TVLP composta da alcuni dei più famosi investitori, da imprenditori di successo e da docenti che insegnano anche nelle famose business school della Valle. Ad accumunarli è la voglia di condividere le loro esperienze con i più promettenti innovatori di ogni parte del mondo.

Come Balint Vojnits, imprenditore seriale dall'Ungheria, arrivato in California per trovare investitori per FindLost24, il suo nuovo progetto che utilizzando l'intelligenza collettiva e varie tecnologie, aiuta a ritrovare le cose che si sono perdute nell arco di 24 ore.

Ma tra i settori di riferimento per l'istituto americano TVLP c'è anche l'innovazione sociale. Lakshmi Gunasekar, per esempio, giovanissima ma già alla guida di una delle Ong più famose dell'India che cerca di combattere la corruzione. "La ragione per cui sono venuta qui è passare da una ong a un'impresa sociale autosostenibile", spiega.

Tra i partecipanti che TVLP seleziona da oltre 20 nazioni diverse tra Europa, America Latina e Asia, non mancano italiani determinati come Francesco Giartosio, con un passato in Fiat e in Ducati, che ha mollato tutto per creare imprese di successo. L'ultima si chiama GlassUp è ha appena lanciato sul mercato un nuovo modello di occhiali con l'utilizzo della realtà aumentata.

Intervista pubblicata sul Quotidiano.Net

Startup pronte alla rivoluzione tecnologica nel mondo Legal Tech

Fiume di idee e proposte per il primo Legal Hack a Bologna.

Ma il computer potrà arrivare a sostituire gli avvocati? Il mondo legale «è ancora molto analogico, di vecchio stampo». C'è ancora tanto spazio quindi per imprese che vogliono «rivoluzionare» il settore attraverso la tecnologia. Ma il computer arriverà a sostituire gli avvocati?

Sono gli stimoli e gli interrogativi sollevati dai partecipanti al Brainstorming Lounge presso TIM #WCAP a Bologna su “Legal Tech: tecnologia, startup e imprenditorialità”.  Un tema “caldo” perché interpella soprattutto startup e innovatori che fanno di normative (nazionali o internazionali) e cavilli burocratici gli strumenti su cui costruire la loro impresa. Hanno moderato la discussione Paolo Tomassone, giornalista, e Antonella Demaio, notaio.
Panel: Tommaso Grotto, Valentina Panizza, Lara Clemente
e Andrea Giannangelo.
A fornire ai partecipanti un quadro di come si stia diffondendo in America il Legal Tech è stata Lara Clemente, Chief Legal Operations Manager dell’Istituto TVLP, in diretta streaming dalla California. Dopo aver esercitato come penalista in Italia si è spostata in Silicon Valley lavorando per grandi aziende come SSL, Google e Apple.
Secondo lei il legal tech apre due grandi opportunità: per gli studi legali creando efficienza di processo e per piccole imprese e persone meno ambienti fornendo strumenti a costi ridotti ma di buona qualità. Ciò non significa che la tecnologia sta sostituendo il professionista, anzi apre nuovi mercati non presi in considerazione dai tradizionali modelli di business delle professioni legali. Gli esempi più diffusi sono alcuni contratti (Legalzoom.com), dichiarazioni dei redditi (Turbotax), e tenuta contabile (Quickbooks, Xero, Freshbook, etc.). Insomma quei processi legali con bassi margini ma che possono essere ingegnerizzati. L’intervento del professionista sarà rivedere quanto fatto e, soprattutto, aggiungere un “tocco” personalizzato. Ci sono anche alcuni interrogativi, come le responsabilità professionali in caso di errori della “macchina”.

Panel: Antonella Demaio, Notaio in nomina.
Con i piedi in Italia, ma con un'esperienza formativa in Silicon Valley, è Valentina Panizza, che dopo la laurea in Economia alla Bocconi, ha deciso di diventare imprenditrice lanciando sul mercato Proofy. «E' un servizio tecnologico che va ad apporre una data certa per provare la data di creazione di un'opera e quindi poter tutelare il diritto d'autore – spiega Valentina –. Il pubblico di riferimento è abbastanza trasversale; accomuna i nostri clienti il fatto di avere un'opera digitale originale, tra musica, libri, software, banche dati o disegni» e il desiderio di tutelarla. A sentir parlare Valentina viene in mente che Proofy potrebbe essere l’alternativa alla SIAE, ma lei precisa «ci piacerebbe collaborare con la SIAE mettendo a disposizione la nostra tecnologia».

«Il diritto d'autore è una cosa di tutti e credo che sia importante che tutti lo comprendano» racconta Arno Canella, dello studio legale milanese Canella-Camaiora, che assieme a Valentina Panizza ha iniziato un tour per alcune città italiane per «spiegare il diritto d'autore, i marchi e i brevetti» e i benefici introdotti da Proofy.

Valentina i suoi primi passi da imprenditrice li ha mossi in California, nel 2014, durante il programma internazionale in imprenditorialità tecnologica promosso dall'istituto americano TVLP, dove ha perfezionato la sua idea iniziale, confrontandosi con imprenditori di successo e venture capitalist. «Subito dopo essere tornata dall'esperienza in Silicon Valley, assieme al mio team abbiamo presentato il progetto e con il mio primo pitch abbiamo ottenuto il finanziamento con il quale siamo partiti».

Laureato a Bologna in Economia e appassionato fin da ragazzo di programmazione, Andrea Giannagelo si è accorto presto che quasi nessuno era ancora riuscito a risolvere il problema della privacy policy attraverso un prodotto seriale. Da questa “scintilla” è nata Iubenda, una startup che aiuta i clienti a rispettare una serie di normative, in particolare quelle sulla privacy, con servizi che permettono di generare una privacy policy in otto lingue in più paesi, una suite di servizi per rispettare la Cookie law.

Panel: Paolo Tomassone, Giornalista.
Iubenda vende il suo software innovativo in abbonamento in 115 paesi del mondo, e conta già oltre 25 mila clienti, dai blogger ad aziende più grandi come Rai, Mondadori e La Stampa. «Abbiamo un team legale core che lavora a tempo pieno per noi ed è diviso in più paesi, in particolare Germania, Svizzera e Italia – spiega il fondatore –. Poi abbiamo partner in tutto il mondo che ci aiutano a tenere il passo con le legislazioni locali».

Tommaso Grotto, laureato a Bolgna in Informatica è il fondatore di Kopjra, startup incubata da TIM #WCAP Bologna che sviluppa copyright a protezione dei siti internet. Secondo Tommaso, organizzatore anche del Legal Tech Forum, il mercato italiano è aumentato dell'8,11% nel 2015, superando i 100 milioni di euro. «Parlando con avvocati e con ingegneri – precisa – i numeri e la visione su questo mercato non è sempre la stessa».

Matchforum startup fondata da Riccardo Salvioni e Gennaro Carlucci, avvocati del foro di Roma, si è presentata al pubblico arrivato a Bologna anche dalle regioni vicine. La loro proposta è una tecnologia web e mobile per “suggerire” un collega in quei casi in cui è necessario farsi sostituire.

L’evento è stato occasione per il primo Legal Hack organizzato dall’Istituto Italiano Imprenditorialità. In tanti hanno inviato, nelle settimane che hanno preceduto l’evento, le loro idee imprenditoriali sul legal tech insieme a domande e dubbi sull’argomento che, in una vera e propria sessione collettiva, il panel di imprenditori ed esperti ha affrontato coinvolgendo i presenti. Tra gli argomenti trattati ci sono le “convertible notes”, privacy, vesting tra soci fondatori, totela dei soci di maggioranza, uscita di un socio, stock options.
La creatività è continuata durante l’aperitivo, parte integrante e sostanziale dell’evento poiché non può esserci creazione senza condivisione. Al via dunque queste nuove esperienze imprenditoriali. Sicuramente ne vedremo delle belle!

GlassUp lancia F4, primi smartglasses made in Italy, con un pezzo di Silicon Valley

Durante il TVLP program nel 2016 il progetto della startup è stato giudicato tra i più promettenti secondo gli investitori americani.

Un occhiale da lavoro dotato di videocamera, termocamera, voice control e di un sistema ottico che consente a chi lo indossa di visualizzare, su un campo visivo di 21 gradi, informazioni di ogni tipo, dal montaggio pezzi all'uso macchina. I nuovi occhiali digitali F4, progettati da GlassUp (www.glassup.net) con l'obiettivo di "dare superpoteri ai lavoratori" potranno essere impiegati in diversi settori industriali, dal training on the job alla logistica, dalla danger detection al supporto video in campo assicurativo, per arrivare al biomedicale.

Francesco Giartosio, Ceo di GlassUp, in Menlo Park
La startup ha sede a Modena, ma porta con sé un po' della cultura imprenditoriale della Silicon Valley, patria dei colossi dell'informatica. Nel 2016, infatti, partecipando al programma internazionale in imprenditorialità tecnologica promosso dall’Istituto TVLP (www.tvlp.co), quello del Ceo di GlassUp, Francesco Giartosio, è stato considerato uno tra i progetti innovativi più promettenti per gli investitori americani. Confrontandosi direttamente con docenti delle migliori Business School come Berkeley e Stanford, imprenditori e venture capitalist, l'imprenditore italiano ha potuto acquisire il mindset della Silicon Valley, un ingrediente estremamente utile per perfezionare la propria idea, lanciare la propria impresa o un prodotto innovativo sul mercato.

Il debutto dei "Smart safety glasses" – come sono stati ribattezzati gli F4 dagli imprenditori di GlassUp – è stato in una sala operatoria: ad indossarli lo scorso gennaio è stato Stefano Rausei, medico chirurgo presso l'Ospedale di Circolo Fondazione Macchi di Varese, durante una biopsia laparoscopica. Prima della diffusione sul mercato, nei prossimi mesi, gli F4 sono stati presentati a una platea di imprenditori al convegno "Realtà Aumentata & Manifattura Digitale" promosso a Confindustria Modena, durante il quale sono intervenuti Emiliano Della Casa e Federico Canuti, project manager e marketing manager di GlassUp.

"UNO" è invece il nome del primo modello di occhiale a realtà aumentata progettato dall'azienda modenese e lanciato sul mercato in occasione del Wearable Technology Show di Santa Clara, California.

«Abbiamo proseguito a passo spedito nel cammino fatto di ricerca tecnologica e coraggio imprenditoriale, macinando un successo dopo l’altro - spiegano i manager di GlassUp -. Abbiamo aperto le pre-vendite di UNO, che è un occhiale pensato e progettato per uso quotidiano, e il successo è stato tale che la pagina web adibita alla pre-vendita, programmata per un primo lotto di sole duemila unità, sarà a breve messa offline, per evitare il backorder».

La vendita vera e propria partirà a maggio, ma a giudicare dall'apprezzamento iniziale degli utenti, sarà un successo.

Contenuti Pervasivi per innovare l’opera lirica partendo dalla Cina. L'impresa di Isabella Federico.

La differenza tra un insieme di suoni e la musica passa attraverso la testa, le dita, le orecchie e il cuore. Lo aveva capito il celebre violinista Isaac Stern, meravigliato dall'umanità e dall'istintività degli allievi incontrati durante una visita in Cina nel 1979. Se ne è accorta anche Isabella Federico, manager con esperienza maturata all'interno di colossi come  Ernst & Young  e Google, con il “pallino” per la comunicazione e l'Opera lirica. Le sue passioni si sono trasformate, passo dopo passo, in un progetto imprenditoriale. Un'impresa che punta a valorizzare quella «commovente disponibilità culturale» del popolo cinese e degli appassionati di musica classica sparsi in tutto il mondo.



Dopo aver trascorso parecchi anni all'estero – prima a Toronto poi a Londra, New York e Dublino – Isabella si divide tra Lecce in Italia e Londra, dove gestisce la sua attività, WeBizz, focalizzata sul marketing on-line per il B2B. Nel 2013 WeBizz Ltd (a Londra) amplia l’offerta con la gestione digitale di contenuti culturali.

Fondamentale la “full immersion” in imprenditorialità avvenuta nel 2016 in California, partecipando al TVLP Spring. «Dalla Silicon Valley io ho sempre portato con me il coraggio di non arrendersi, il coraggio di provare e di cambiare – spiega Isabella Federico –. È cambiata l'ottica con cui affronto un progetto che non è mai definitivo, ma fatto di tanti stadi da costruire nel tempo». Accompagnata dai docenti dell'istituto di Menlo Park, dai mentori e venture capitalist incontrati durante il TVLP program, l'imprenditrice ha compreso i punti deboli del proprio progetto, ma soprattutto le leve su cui concentrare gli investimenti futuri. «Ho compreso che un piano imprenditoriale può essere rivisto completamente, adattato alle esigenze del mercato che è in continua evoluzione, alle nuove opportunità tecnologiche e alle alternative offerte dai concorrenti. Ma occorre adattarlo tenendo conto delle esigenze di un audience che potrebbero essere diverse da quelle che avevamo in testa noi».

È in questo momento che nasce “Woopera”, una piattaforma per promuovere l'Opera lirica in tutto il mondo, in particolare in paesi come la Cina, dove l'interesse verso la musica si è moltiplicato nel corso degli ultimi anni. Un nuovo progetto che unisce il modo del digitale con la lirica, un'app alternativa al classico libretto che viene consegnato a inizio spettacolo a teatro.
«Lo scopo – spiega Isabella Federico – è di allargare il mercato della lirica ad un audience giovane e nuovo e al tempo stesso sviluppare un "prodotto aumentato" dell'esperienza teatrale». Ovvero accompagnare gli appassionati di musica classica ad ascoltare con la testa e col cuore e ad entrare nella cultura di chi ha composto un'opera.


Colazione da Buck’s: uova, caffè e una buona fetta di cultura della Silicon Valley

«E’ come Facebook, però qui i volti sono reali e ci si guarda tutti in faccia, da un tavolo a un altro della sala». Questa è una delle tante definizioni che l’eccentrico Jamis MacNiven utilizza per descrivere Buck’s, il locale di Woodside che svolge un po’ la stessa funzione del social network più famoso al mondo: far conoscere nuove persone, favorire relazioni, ma anche - e soprattutto - creare le condizioni per sottoscrivere accordi imprenditoriali.

La prima volta che entrai c’era un anziano signore in uno dei tavoli vicino alle grandi vetrate. Era insieme a due signore, una probabilmente la moglie e l’altra la figlia. Il suo volto mi sembrava familiare e mentre, vedendomi osservare, mi porgeva un saluto, mi resi conto che era Doug Engelbart, ricercatore e imprenditore noto per aver inventato il mouse per computer. Da allora non smisi mai di visitare il locale di Jamis.


Il ristorante a ovest da Palo Alto, a due passi dall’autostrada 280 e dalle colline che sormontano la Silicon Valley, è lontano dalle principali startup della California. Ma è a meno di quattro miglia dalla Sand Hill Road, dove hanno gli uffici i venture capitalist più influenti del mondo. Ecco perché negli anni Buck’s è diventato un punto di riferimento per chi opera nella valle. Tanto che lo stesso Jamis MacNiven è stato testimone di alcuni degli appuntamenti “monumentali” della storia della tecnologia: dai fax ai primi telefoni mobili, dall’incorporazione di Hotmail alla nascita di alcuni noti social media.

La svolta storica è avvenuta nei primi anni 90. «Nel 1995 saranno entrate nel mio ristorante almeno 150 troupe televisive - spiega MacNiven in una intervista -. Era l’anno in cui venne lanciato Netscape, il browser che ha cambiato tutto. Abbiamo avuto la fortuna di essere il luogo dove avvenivano i primi incontri, quelli fondamentali tra gli ingegneri  informatici e i venture capitalist. Era molto eccitante, perché almeno una volta nella vita a tutti sarà capitato di accedere a Internet attraverso questo browser». Quella di Netscape stata solo una delle invenzioni più rivoluzionarie tenute a battesimo sorseggiando un caffè o consumando il breakfast con le fantastiche “eggs benedict”. Jamis ci mostra i tavoli su cui per esempio è stato firmato l’accordo per PayPal dicendo «qui Elon Musk ha fatto uno dei primi “pit stop” della sua brillante carriera di imprenditore».

All’ingresso, ad accogliere i clienti, c’è la Statua della Libertà con un cono gelato in mano; un enorme dirigibile Zeppelin “sorveglia” i movimenti tra i tavoli dove vengono servite “omelette” ed “eggs with bacon” a colazione, “burger” e “salad” a pranzo e steak per cena; un prototipo di IDEO corona una parete mentre fette di silicio e prototipi vari sono un po’ ovunque, anche in bagno. Appesi al soffitto gli stivali da cowboy illuminano il locale e in ogni angolo una foto, un quadro, un ritaglio di giornale o anche solo una dedica immortalano i “pasti storici” serviti in un secolo di storia.

Buck’s è un luogo affascinante e il cibo è buono. Ma non è solo questo. Un osservatore attento da Buck’s può capire una buona fetta della cultura della Silicon Valley, fatta di relazioni tra persone, di informalità e di continuo lavoro. Le opportunità sono ovunque, le persone sono curiose e disponibili ad ascoltare gli altri, almeno una volta. Uno sguardo o una parola ed è facile avviare una conversazione. Il locale di Jamis è famoso ma mantiene uno stile semplice, diremmo “alla mano”; riflette l’informalità è proprio di casa: dei suoi frequentatori sono, interessati alla tecnologia e a creare la prossima “big thing” (la nuova Google o Tesla) e piuttosto distratti in tema di moda.

Il proprietario di Buck’s tende a minimizzare («siamo solo un ristorante, diamo solo da mangiare»), ma conosce a memoria i tavoli in cui si sono seduti i più famosi inventori della Silicon Valley.

Se siete di passaggio mentre inseguite il vostro sogno in Silicon Valley, scriveteci. Saremo felici di portarvi da Buck’s per una tazza di caffè e per raccontarvi come questa valle continua a creare il futuro tecnologico del mondo.

Bruno Iafelice e Paolo Tomassone


Articolo pubblicato per la prima volta sul giornale "Resto al Sud" per promuovere la cultura imprenditoriale.

Silicon Valley chiama 20 talenti per cambiare il mindset. In prima fila le donne.

L'innovazione è il futuro dell'economia, si dice. Ma senza un cambio di mentalità non ci può essere innovazione. Ecco perché il futuro è in mano solo a chi riesce a rivoluzionare il proprio modo di produrre, di fare ricerca e di innovare. L'appello, che arriva dalla California, è rivolto a imprenditori italiani e di ogni Paese del mondo per testare il proprio livello di capacità innovativa.

TVLPx March 2017
20 - 25 Marzo

max 20 posti per innovatori
età 21-53 anni

www.tvlp.co
Scadenza domanda: 19 febbraio 2017
Manager, ricercatori e fondatori di startup, potranno tentare di aggiudicarsi uno dei 20 posti a disposizione per il programma internazionale in imprenditorialità tecnologica che si svolgerà - nella versione "Express" della durata di una settimana - dal 20 al 25 marzo 2017. Per chi può restare ancora qualche giorno in California, il TVLPx include per il 27 marzo un speciale workshop tutto dedicato all'arte di fare un pitch. Il TVLPx di marzo è disegnato appositamente per executive, manager e imprenditori di tutte le età che vogliono una immersione nella cultura della Silicon Valley in pochissimi giorni. C'è tempo fino al 19 febbraio per inviare la propria application su www.tvlp.co

Il TVLP con incubatori, docenti delle più prestigiose università americane, venture capitalist e grandi aziende, propone una "immersione" nel cuore della Silicon Valley dove hanno visto la luce le più grandi imprese high-tech e social-media del mondo: dalla Apple a Google, da Oracle a Cisco, da Facebook a Twitter. Si svolge in inglese con docenti americani che insegnano nelle più prestigiose università della Silicon Valley (Stanford, Berkeley e Santa Clara), unendo conoscenze di business a nozioni di tecnologia.

Le lezioni si basano su casi reali e la teoria è arricchita da esperienze vissute, grazie al confronto con investitori, imprenditori e consulenti. Il programma si compone di tre parti: una teorica, con lezioni al campus di Menlo Park; una parte pratica focalizzata sulla presentazione ed esposizione della propria idea imprenditoriale; una terza parte dedicata ad eventi sociali, talk di investitori e imprenditori, eventi di networking e visita a incubatoi, startup o grandi aziende.

Per chi ha talento ma risorse limitate, ci sono delle borse di studio in varie nazioni tra cui l'Italia. Qui grazia a BAIA, la Business Association Italo-Americana c'è una borsa per le scienze della vita (biologia, medicina, biosensori, ehealth, etc.). In prima fila anche le donne per promuovere l'imprenditorialità femminile con ben tre borse da $1.000 ognuna.


Link utili
Twitter: @svTVLP

C'è Spazio nello Spazio: sempre più startup innovano nel settore



Menlo Park – Non bisogna essere una grande agenzia internazionale come la Nasa o l’Esa, per creare prodotti e soluzioni nello Spazio; ci possono pensare anche due giovani ingegneri chiusi in un garage. Lo dimostrano i numeri in crescita delle startup che “popolano” il settore spaziale, e lo conferma Bruce Pittman, senior vice president di National Space society e director del Nasa Space portal, nella Silicon Valley.

È il momento migliore per investire nello Spazio – ha spiegato Bruce Pittman – ci sono molte opportunità per fare ricerca in microgravità sulla Stazione spaziale internazionale e già tanti Paesi come l’Europa, l’America e il Giappone lavorano su questo. Sempre più startup, inoltre, lavorano con progetti per la Luna o gli asteroidi. Di recente il direttore dell Agenzia spaziale europea (Esa), Jan Woerner, ha addirittura proposto di realizzare un “villaggio” nello Spazio e su questo si sta già lavorando con aziende francesi, tedesche, italiane e inglesi”.

Le starturp di cui parla Pittman sono alcune di quelle che popolano il Nasa Ames Research Center, riconoscibile per il suo grande hangar, nato per fare sperimentazione su velivoli a elica e convertito in uno dei centri di ricerca più avanzati per lo Spazio.

Nella Silicon Valley di capitale ce n’è tantissimo, ma anche la competizione è altissima – spiega – e solo i migliori possono accedervi: bisogna essere imprenditori veramente preparati per non sprecare un opportunità, si deve comprendere il mercato americano e il modo di ragionare dell investitore americano, perché la cultura è diversa e ci sono delle differenze nei modi di dire e di fare”.

L’azienda aerospaziale SpaceX, realizzata con investimenti milionari da Elon Musk, co-fondatore di PayPal e di Tesla Motors, è forse la più famosa, ma in Silicon Valley c’è davvero chi pensa di colonizzare Marte partendo dal garage della propria abitazione. È il caso di Adrian Tymes, fondatore di CubeCab, intervistato insieme a TVLP, l’istituto di Menlo Park che accelera progetti imprenditoriali da ogni parte del mondo.

In poche parole – spiega – mandiamo nello Spazio, in orbita bassa, dei CubeSat, satelliti molto piccoli. Siamo tra i pochi oggi ad usare razzi piccoli, quindi a basso costo, per mandare in orbita anche oggetti di piccole dimensioni, in sostanza riusciamo a fare tanti lanci per chi deve fare anche prototipi o attività di ricerca come le università e non ha grandi capitali a disposizioni. I nostri concorrenti, anche quelli con i razzi più piccoli, portano nello Spazio dai 200 e ai 500 chilogrammi. Noi riusciamo ad arrivare anche a lanciare satelliti di soli 5 chili, di gran lunga inferiori rispetto alle soluzioni adesso presenti sul mercato”.

Video distribuito da RDS

Startup: TVLP in Cina incontra 500 talenti e in Italia punta su Digital Media

Un incontro sull'innovazione tra creativi e imprenditori europei e i nuovi talenti provenienti dalla Cina. L'appuntamento è in programma dal 27 al 30 marzo nella provincia cinese del Guangdong, una delle più attive e innovative del paese. L'iniziativa è promossa da TVLP, istituto americano che opera da diversi anni in sinergia con incubatori, docenti delle più prestigiose università californiane, venture capitalist e grandi aziende.

Ad accogliere la delegazione europea saranno circa 500 tra investitori, partner industriali e talenti cinesi. Ma oltre al Medio Oriente, all'Europa, all'America Latina e all'Asia, TVLP punta anche sull'Italia grazie alla sinergia stretta con Digital Media, partner editoriale di Tiscali News. L’accordo con Digital Media (gruppo composto da giornalisti, comunicatori, innovatori, imprenditori sociali, ed esponenti del mondo della cultura) è stato sottoscritto a Berlino, nel corso del Simposio sullo sviluppo delle nuove tecnologie “Anticipating the future”.

"Il nostro scopo - ha spiegato Roberto Zarriello, giornalista e fondatore di Digital Media - è quello di realizzare iniziative ed eventi che possano contribuire a portare all’attenzione dei media, e non solo, il tema della cultura digitale. Parlare di quello che succede lontano da noi, in Silicon Valley, è importante per cercare di capire attraverso quali buone pratiche si possa innovare anche in Italia, in particolare al Sud".

"La missione di TVLP - ha detto, invece, Bruno Iafelice, rappresentante di TVLP - è di diffondere in tutto il mondo la cultura della Silicon Valley e il suo speciale mindset. Siamo contenti di poterla realizzare anche attraverso partnership con altre organizzazioni. Assieme a Digital Media l’obiettivo sarà quello di diffondere e portare in Italia il modo di fare impresa della Silicon Valley, far vedere dei modelli di successo che possano essere d’ispirazione per altri e spingere così la nascita di un nuovo ecosistema imprenditoriale all’interno dell’Italia, una delle nazioni su cui punta TVLP".

Nel frattempo, sono ancora aperte le iscrizioni per il programma internazionale TVLP nella sua versione Express (che si svolgerà in Silicon Valley a marzo) e per il quale sono già stati selezionati founder da Argentina, Brasile, Australia, Giappone, Francia e Italia. - (PRIMAPRESS - ROMA)

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