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Elettronica made in Italy al Brainstorming Lounge

Il 15 maggio il Brainstorming Lounge è stato ospite degli amici di Knowbel, lo Startup Incubator di Spilamberto (Modena). Gli ospiti del panel hanno dato vita ad un acceso dibattito sulle opportunità di fare impresa in un settore complesso quale quello dell’Elettronica, arricchendo la discussione grazie ai contributi derivanti dalle proprie esperienze personali - in perfetto stile Brainstorming Lounge. Il settore dell'Elettronica è molto vasto e la discussione ha spaziato dalle applicazioni in campo medicale ai prodotti di largo consumo, fino al settore della domotica.

Un tema delicato che richiede decisioni determinanti per il futuro dell’impresa, per esempio, è quello dei brevetti. In alcuni casi il brevetto è essenziale, e vale la pena investire tempo e denaro nel duro percorso per ottenerlo. Questo è il caso di Igor Spinella, CEO di Eggtronic, come anche di Massimo Bocchi, CEO di CellPly.

Per Massimo il tema dei brevetti è fondamentale. La sua CellPly  sviluppa una tecnologia in grado di testare l’efficacia di un farmaco sull’organismo di un determinato paziente effettuando delle simulazioni prima di procedere all’effettiva somministrazione del farmaco stesso. L’exit strategy naturale per una realtà di questo tipo è quella di vendere l’azienda, come lo stesso Massimo ci conferma. Il possesso di uno o più brevetti sono una garanzia per un potenziale compratore e quindi strumenti strategici per una
realtà come CellPly.

Diverso è il caso di Wasproject. Stefano Mazzoni, oltre ad essere un project angel, segue attivamente l’ambizioso progetto di costruire case con stampanti 3D, e ci dice che i brevetti nel suo caso sarebbero un ostacolo allo sviluppo dell’impresa. Wasproject cresce grazie al contributo di tutta la community dei “waspers”, contributo che verrebbe meno se la tecnologia di Wasp fosse coperta da brevetto.

Le startup che decidono di entrare in questo settore devono però anche fare i conti con un fabbisogno di capitale molto elevato e con tempi di sviluppo molto lunghi. Per tale motivo è molto importante valutare tutte le diverse alternative per ottenere capitali. Eggtronic, di cui Igor Spinella è CEO,  sviluppa delle superfici in grado di ricaricare qualsiasi device (computer, smartphone, tablet ecc.). Lo sviluppo di questo prodotto richiede però tempo e molti investimenti, per questo Igor ha sviluppato anche un prodotto più “commerciale”, un Hub USB 3.0 che ha scelto di vendere sul mercato statunitense e che permette a Eggtronic di sostenersi e andare avanti al fine di raggiungere il suo obiettivo primario.

Una possibilità alternativa per la ricerca di capitali è quella di individuare partner interessati alla tecnologia che si intende sviluppare. Marco Malaguti, CEO di Lapsy, è proprio alla ricerca di partner che condividano la sua idea di impresa. Lapsy ha come obiettivo quello di sviluppare un braccialetto in grado di dialogare con dispositivi ed elettrodomestici intelligenti; affiancarsi a un grande player della domotica, quindi, potrebbe essere in questo caso la strada giusta per crescere.

Ma l’Italia è il posto giusto per investire in questo settore? A quanto pare si, da quello che ci hanno raccontato i nostri speaker. L’Italia ha una marcia in più sulla ricerca, la creatività, il know how tecnologico. L’importante come sempre è tenere duro e non arrendersi al primo ostacolo!

Antonio Sica, freelance


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