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10 idee motivazionali per imprenditori e leader per avere successo



Peter Ivanov, esperto internazionale di “virtual team” (cioe’ gruppi di lavoro distribuiti in varie zone) e relatore a conferenze in tutto il mondo, ha condiviso con noi 10 ricette, 10 passi verso il successo. Si tratta di spunti motivazionali tratti da citazioni di frasi celebri di imprenditori e leader. Buona lettura e ispirazione!

Primo passo: Distinguiti dalla massa, sii diverso

"È fondamentale essere consapevole di poter controllare le forze esterne, essere in prima linea, pensare fuori dagli schemi e puntare ai propri obbiettivi, e soprattutto fare le cose che per te contano davvero." Guy Gecht, CEO, EFI

“Tutto era possibile, era solo questione di duro lavoro e di merito. Ad un certo punto qualsiasi porta si sarebbe aperta". Marc Onetto, Senior Vice President Worldwide, Amazon

Secondo passo: Impegnati per raggiungere l’eccellenza

"E’ utile avere almeno una professione o una serie di abilità in cui si è molto bravi, poiché in questo modo si acquisisce la perseveranza e la piena comprensione di quanto in profondità si può arrivare in un determinato campo."  Aart de Geus, CEO, Synopsys

"Sfrutta quei cinque minuti in più per andare oltre, dove gli altri si fermerebbero".  Alex Vieux, CEO, "Etre" e DASAR

Terzo passo: Cogli l’attimo – Carpe Diem!

"Ho subito notato come il sistema americano fosse più incentrato su ciò che si è realmente in grado di raggiungere, piuttosto che da dove si proviene."  Philippe Courtot, CEO, Qualys

"Poiché alle persone qui viene insegnato a pensare in grande, essi iniziano di conseguenza a pensare fuori dagli schemi, a correre dei rischi e a tollerare un eventuale fallimento." Steve Westly, ex controllore della California, fondatore The Westly Group

Quarto passo: Sii audace, fallo!

"La cosa più importante da possedere è la passione, in modo da seguire i propri sogni ed acquisire determinazione per convertirli in realtà.” Raj Singh, Founder & Managing Director, Redwood Ventures

"Mio padre ha sicuramente instaurato in me un forte spirito di coraggio, insegnandomi a non avere mai paura di nessuno. Mio padre era un vero e proprio anticonformista."
Guy Kawasaki, Managing Partner, Garage Technology Ventures

Quinto passo: Continua il tuo percorso – spingiti al limite

"Una delle cose principali che ho imparato è che il successo è semplicemente questione di fare sempre meglio domani, quello che fai oggi." Khaled Olayan, Presidente di Olayan Saudi Holding Company

"Penso che il progresso sociale assoluto, completo e senza ostacoli sia possibile, se attuato con determinati vincoli molto limitati.  Sei ciò che puoi ottenere adesso." Nat Goldhaber, Amministratore delegato, Claremont Creek Ventures

Sesto passo: Sii un leader

"Quando diventi un leader, la vera chiave per il successo è prendere la decisione giusta, non avere ragione".  Guy Gecht, CEO, EFI

Settimo passo: Sii innovativo

La sfida più grande, ad essere sinceri, è stata mettere in moto Internet" Vinton Cerf, Chief Evangelist, Google

"Perché la vita non è solo ‘spezie e curry’, ci sono altre cose, dunque mantieni sempre la mente aperta." Samba Murthy, Serial Entrepreneur

Ottavo passo: Sii appassionato

"Amo quello che faccio, faccio quello che amo e vengo pagato per farlo."
Jean-Louis Gassée, Partner, Allegis Capital

"Ho sempre avuto il desiderio di riuscire a fare esattamente quello che volevo: uno di questi era venire in questo paese, e l’altro di avviare le aziende che ho fondato. Migliorare è ancora un desiderio attuale per me. Possiamo dire che il mio scopo nella vita è costruire costantemente prodotti migliori."
Andy Bechtolsheim, Co-Fondatore, Sun Microsystems

Nono passo: Costruire una rete (network)

"È un mondo piccolo, molti di noi si conoscono. Abbiamo lavorato l'uno con l'altro almeno una volta, ci siamo sfidati e abbiamo collaborato.”
Vinton Cerf, Chief Evangelist, Google

Decimo passo: Contraccambiare ("give back")

"Ho avuto la convinzione, sin dalla prima infanzia, che per avere successo nella vita bisognasse fare qualcosa che sopravviva a lungo e lasci un impatto nel futuro."
Rajesh Gupta, Professore, UC San Diego in Computer Science

"In giovane età, il successo lo si ottiene se si raggiungono i propri obiettivi: stabilisci degli scopi per te stesso, e se li incontri o li superi, hai successo. In un'età successiva invece, ciò non è sufficiente;
Si inizia a voler lasciare un segno nella società restituendo e migliorando la vita intorno a se stessi."
Dan Mayden, presidente emerito, Applied Materials


Questo testo e' stato liberamente tradotto dalla versione originale in inglese di Peter Ivanov. Peter Ivanov e' autore internazionale ed esperto di 'virtual team'. In Italia, a Bologna, ha presentato il suo ultimo libro nel 2018 durante un evento ospitato dallo Studio Notarile Demaio. www.peter-ivanov.com



Social media e attacchi informatici: un business milionario



Che i social network ci abbiano cambiato la vita è un dato di fatto. Non solo le nostre relazioni con il mondo esterno sono cambiate grazie ad internet prima e ai social network poi, anche il nostro rapporto con aziende e ruoli pubblici è cambiato con l’entrata in scena delle innovazioni tecnologiche. Al di là delle considerazioni morali che si possono fare sull’utilizzo di questi strumenti, l’uso e la diffusione delle piattaforme social ha portato all’aumento di un altro problema: gli attacchi informatici.

Non pensiamo agli attacchi informatici solo come virus che ci bloccano il dispositivo. Gli attacchi informatici possono essere molto diversi tra loro e avere anche un diverso scopo finale. Con i social network gli hacker, coloro che lanciano questi attacchi, hanno trovato terreno fertile. Le piattaforme come Facebook infatti si basano sulla fiducia delle persone, che condividono continuamente post e immagini più o meno personali. Da qui parte l’attacco hacker attraverso un lavoro di social engineering, ovvero delle truffe che si basano sulla fiducia che noi diamo ad una persona che non è reale. Un hacker crea un’identità falsa online con il solo scopo di carpire le nostre informazioni personali, che poi possono essere rivendute o utilizzate per altre truffe. Non necessariamente si tratta di soldi – anche i nostri dati personali ora hanno un valore economico.

Con le condivisioni a catena sui social poi è possibile diffondere malware e spyware molto più facilmente, andando ad attaccare anche i dispositivi mobili. Questo tipo di attacco infiltra un software malevolo sul nostro dispositivo che compromette il corretto funzionamento di esso e, nel caso degli spyware, raccoglie anche le nostre informazioni personali.

Caso diverso ma sempre riguardante hacker sono le fake news, di cui ormai siamo tutti consapevoli e che comunque continuano a girare online, influenzando l’opinione pubblica e generando profitti da click e naturalmente da pubblicità.

Come si può risolvere questo problema? Prima di tutto bisogna conoscere gli strumenti che utilizziamo online. Il potere di internet è stato anche quello di mettere a disposizione degli utenti moltissime informazioni. Dunque prima di tutto: informarsi e conoscere sia le impostazioni sia il funzionamento dello strumento che utilizziamo. Dopodiché è sempre bene munirsi di antivirus e firewall, attivare account con password sicure, navigare solo in siti certificati e utilizzare connessioni sicure come le VPN. Tutti strumenti consigliati anche dai professionisti della cyber security, un settore in continuo aumento. A cui va unita anche una consapevolezza e un’attenzione da parte dell’utente del web, per rendere internet un posto più sicuro.


Stefania Grosso

Questo articolo è stato gentilmente offerto da Stefania Grosso di TechWarn.com

Dalla Svizzera: 7 startup biotech che devi conoscere



La Svizzera ha una presenza secolare nel progresso tecnologico con importanti contributi a tutta l’umanità. Il paese non solo ha la più alta ricchezza per abitante, ma vanta una delle migliori qualità della vita e una delle più antiche scuola di specializzazione in studi internazionali ed economia (Graduate Institute of International and Development Studies) nell'Europa.

Ancora oggi la Svizzera continua a fare innovazione tecnologica ed è ai primi posti nel settore delle biotecnologie.
In questo articolo presentiamo sette delle più promettenti aziende biotech della Svizzera che promettono di rendere il mondo un posto migliore.

Biowatch

Nata nella città di Vaud, Losanna, nel 2015, questa startup rivoluzionaria è stata la vincitrice della Swiss Fintech Convention 2017. Il suo segreto è Biowatch, la prima tecnologia commerciale ad utilizzare un avanzato riconoscimento biometrico.

La “W-Band” di Biowatch legge le venature uniche dei tuoi polsi per autenticare e legittimare la tua posizione. Diverse le possibili applicazioni: dall’autenticazione dei domestici alla regolazione dell’accesso a dispositivi e servizi.

Tutto questo significa che mentre indossi la W-Band i servizi e gli accessi collegati non possono essere attivato da nessun altro utente. Questa tecnologia biotech è una forma di autenticazione ancora più sicura e privata dell'impronta digitale, della voce o del riconoscimento facciale.

Intento 

Altra azienda svizzera di biotecnologie premiata, avendo vinto il prestigioso Swiss Medtech Award nel 2016. Intento ha creato un dispositivo di neurostimolazione in grado di aiutare i pazienti, colpiti da ictus e gravemente paralizzati, a riacquistare le loro funzioni motorie.

La tecnologia permette ai terapisti di dipingere elettrodi di dimensioni e forma esclusive cosi’ da create una terapia personalizzata per ogni paziente, poiche’ anatomicamente siamo tutti un po’ diversi. La tecnologia di Intento promette di fare la differenza e cambiare la vita a milioni di persone.

Cuttis 

Da quanto Mary Shelley è stata ispirata a scrivere Frankenstein dopo aver visitato Ginevra, la Svizzera e’ rimasta legata ad attivita’ che coinvolgono la pelle e le scienze della vita. La startup di Zurigo, Cuttis, sta aiutando a far ‘rinascere’ le persone utilizzando piccoli campioni di tessuto per bioingegnerizzare la pelle umana.

Il risultato e’ una "pelle personalizzata". Il modo in cui funziona Cuttis si basa sul raccogliere una piccola biopsia di pelle sana dal paziente. Le cellule prelevate vengono quindi espanse in vitro e utilizzate insieme a un idrogel per creare un innesto cutaneo noto come ‘denovo Skin’.

Cuttis punta a migliorare la vita alle vittime di fuoco e ad adulti e bambini che hanno necessità di chirurgia ricostruttiva.

Ava 

Questa startup con sede a Zurigo è stata lanciata nel 2014. Solo tre anni dopo è stata nominata vincitrice del Best of Baby Tech CES 2017 durante la competizione annuale ‘Swiss Startup Awards’.

La premiata tecnologia creata da Ava è un braccialetto sensore che traccia la fertilità della donna e stabilisce il periodo con maggiori probabilità di concepimento, con una precisione del 89%. Funziona utilizzando l’unione di diversi parametri fisiologici.

La fertilità è diventata un tema “caldo” negli ultimi anni, con molte discussioni nel 2019 incentrate sui diritti delle donne. Aziende affermate come THINX stanno sensibilizzando sul tema e trasformando i discorsi sui ‘periodi di fertilità’ da tabù a conoscenze condivisibili. Ava è al centro dell’innovazione in questo settore e punta ad aiutare molte donne.

Lunaphore

Continuando con le startup svizzere nel campo dei tessuti, Lunaphore sta innovando il campo della diagnostica dei tessuti cambiando il modo in cui sono identificati i tumori della pelle.

Fondato da Ata Tuna Ciftlik nel 2014, Lunaphore ha sviluppato una piattaforma diagnostica per classificare e analizzare i tumori. La sua tecnologia si basa su un chip microfluidico (composto da piccolissimi canali in grado di trasportare campioni e reagenti, ndr) che rende le analisi più veloci e accurate dei metodi tradizionali.

Versantis

Fondata nel 2015 dal noto ingegnere biomedico Dr. Vincent Forster e l'acclamato farmacista Dr Meriam Kabbaj, Versantis è stata classificata come la migliore azienda biotech svizzera nella competizione ‘TOP 100 Swiss Startup Award’ del 2017.

Versantis è specializzata nel fornire un trattamento rivoluzionario per i pazienti affetti da malattie del fegato. Lo fa attraverso una serie di strumenti diagnostici e medicinali che sono progettati per sostenere gli organi debilitati.

Foster ha commentato così il successo di Versantis: "Per lo sviluppo del nostro primo farmaco ci siamo concentrati su una malattia rara, in quanto la procedura di approvazione è più veloce e gestibile." Ha aggiunto: "Essendo una startup ‘early stage’ con una strategia diversa delle altre, la raccolta dei primi investimenti è stata una vera sfida".

Xeltis

Non è mai stato facile avviare una nuova impresa, spesso per l’alto costo iniziale. A maggior ragione questo è vero quando si tratta di introdurre un nuovo farmaco nel mercato, il cuo costo medio stimato è di 2,6 miliardi di dollari. Molti potrebbero essere scoraggiati da queste cifre, ma non è così per Xeltis.

Operando con un solido modello di business, Xeltis sta ‘reinventando’ le valvole cardiache. Questa startup svizzera è stata in grado di raccogliere 119 milioni di dollari per finanziare la prima tecnologia al mondo a base di polimeri per ripristinare il naturalmente funzionamento delle valvole cardiache danneggiate.

La tecnologia di Xeltis è una ‘Endogenous Tissue Restoration (ETR)’, cioè un approccio terapeutico basato sul ripristinare i vasi sanguigni che potrà dare vita nuova alle valvole cardiache di centinaia di migliaia di pazienti ogni anno. Quanto è importante questo? Come spiega il presidente del consiglio di amministrazione di Xeltis: "[ha] il potenziale per trasformare il modo in cui la malattia delle valvole cardiache sarà trattata nel futuro".

La Svizzera ha una lunga e fiera tradizione di avanzamento tecnologico. Queste 7 startup sono solo alcuni dei grandi esempi di aziende che fanno innovazione in medicina e bio tecnologie.

Altre fantastiche startup sono quelle che ogni anno passano per il TVLP Institute in Silicon Valley attraverso i suoi programmi di accelerazione e i master. Se un imprenditore o un ricercatore e ti interessano queste tematiche, non perdere l’occasione per trasformare le tue idee in innovazione e contribuire anche tu al progresso dell’umanità.


Kayleigh Alexandra*

This article is the Italian adaptation of original English article courtesy of Kayleigh Alexandra, blog writer and technology enthusiast. Ph.credit: Pixabay

Fallimento e risalita della quotazione in borsa di Uber e Lyft: E' la fine della sharing economy?



La sharing economy ci ha abituato a dare valore a cose che spesso erano abbandonate. Sono nate opportunità per guadagni extra e a volte mestieri nuovi. Il settore più innovato è stato quello dei trasporti dove le startup di tutto il mondo stanno introducendo nuovi modelli di business e tecnologie: Uber e Lyft in prima fila seguiti da BlaBlaCar, FlixBus, e le più recenti startup di micro-mobilità (Lime, Skip, Bird, Scoot, etc.).

La quotazione in borsa di qualche mese fa di Lyft e Uber e il crollo dei loro titoli hanno generato interrogativi di investitori e esperti di tutto il mondo su quello che sarà il futuro della sharing economy. Ci si chiede cosa non ha funzionato a Wall Street e se siamo alla fine di un'era, quella della 'condivisione', che non vedrà mai la maturità dei mercati.

Tra i punti sollevati dagli esperti c'è un limitato 'vantaggio competitivo' di Uber, rimasto troppo simile al concorrente Lyft. In base a quanto riportato da MarketWatch puntare su acquisire la più grande quota di mercato non è abbastanza per Uber. Sia gli autisti sia i passeggeri hanno entrambe le app (Uber e Lyft) installate e nulla limita l'utilizzo di una invece dell'altra.

Secondo gli esperti di Wall Street interrogati dalla CNN Business tra le cause del tenue interesse da parte degli investitori c'è l'eccessiva rivalità tra le due società nel differenziarsi in una lotta dei prezzi al ribasso piuttosto che in altro. A giocare contro anche le eccessive valutazioni private delle due startup di San Francisco: ritenute troppo alte. A vincere l'interesse degli investitori, secondo la CNN, sono stati altri IPO, come quello della carne vegetale Beyond Meat (BYND), della piattaforma di video comunicazione Zoom Video Communications (ZM) o dei dispositivi medici  ShockWave Medical (SWAV).

Una settimana fa la buona notizia per gli investitori: il valore delle azioni di Uber finalmente supera il prezzo della quotazione in borsa. Secondo TechCrunch i mercati stanno apprezzando la capacità di Uber di diversificare, puntando a diventare leader nel settore della mobilità. Elicotteri, mezzi di trasporto merci, consegne a domicilio.
Un crescente numero di acquisizioni sta incrementando la posizione di Uber nel settore della micro-mobilità. Piccoli scooter (monopattini) elettrici di proprietà i cui interventi di manutenzione, sopratutto le ricariche, sono affidate a un sistema di sharing economy - chiunque installando può portare gli scooter a casa per ricaricare le batterie in cambio di un compenso. Già ad aprile 2018 Uber aveva acquisito JUMP Bikes per $200 milioni. Secondo TechCrunch di una settimana fa Uber sta considerando di acquisire Skip, il secondo provider di scooter elettrici di San Francisco.

A sentire la CNBC di qualche giorno fa sembra che anche il clima intorno a Lyft sta cambiando in meglio.

La mobilità è sicuramente uno dei settori che da sempre attira innovazione e da molto non veniva innovato. Fino a qui siamo tutti d'accordo. Resta da capire se le recenti vicende di Uber/Lyft sono il primo segno dei limiti dell'approccio 'sharing economy' nel creare un vantaggio competitivo di lungo termine.


Bruno Iafelice

Master 2020 negli Stati Uniti d'America: borse di studio in scadenza


Borse di studio in diversi settori, un sostegno speciale per le Donne

Non è mai troppo presto o troppo tardi per pensare alla propria carriera o per cercare nuova linfa per la propria impresa. L'innovazione è il futuro dell'economia, ma senza un cambio di mentalità non ci può essere innovazione. Ecco perché il futuro è in mano solo a chi riesce a rivoluzionare il proprio modo di pensare, di produrre e fare ricerca.

Sono in centinaia i ricercatori, fondatori di startup, manager e imprenditori, selezionati ogni anno e da ogni parte del mondo, che hanno scelto di mettersi alla prova e di perfezionare le proprie capacità in Silicon Valley, la culla dell’imprenditorialità e delle nuove tecnologie. Come ogni anno il TVLP Institute, da Menlo Park in California, mette a disposizione alcune borse di studio per favorire la partecipazione dei più talentuosi ai propri programmi internazionali in innovazione e imprenditorialità tecnologica che si svolgeranno per tutto il 2020 in diverse edizioni.

Acquire a Silicon Valley Mindset con le edizioni 2020 dei programmi TVLP

Diverse borse di studio disponibili

www.tvlp.co
Scadenza domanda: due settimane
Studiare imprenditorialità non è soltanto per imprenditori o per chi ha avviato un’attività o un’azienda, ma per chiunque voglia acquisire un nuovo modo di pensare e di concepire la propria crescita professionale. L’imprenditorialità - quella che s’impara in Silicon Valley - non si legge in un libro; è una cultura, un modo di essere e di lavorare che può cambiare la vita.

Queste borse sono pensate soprattutto per chi sviluppa un progetto ad alto contenuto tecnologico o scientifico ma che ha limitate risorse economiche. Tra loro, anche chi dopo aver terminato gli studi o durante un progetto di dottorato di ricerca, vuole affacciarsi al mondo del lavoro acquisendo quella speciale mentalità della Silicon Valley, dove le piccole realtà nate in un garage si sono trasformate in imprese di successo.

Infatti, durante i Technology Venture Launch Program i partecipanti avranno l’opportunità di essere affiancati da imprenditori seriali, venture capitalist e docenti americani che insegnano anche nelle più prestigiose università della Silicon Valley (StanfordBerkeley e Santa Clara). Potranno confrontarsi con investitori, imprenditori, scienziati e colleghi in occasione di talk ed eventi di networking o durante le visite a incubatori, startup o grandi aziende presenti in California. Al termine del programma i partecipanti entreranno poi a far parte della Community di TVLP che raccoglie oltre 400 talenti da oltre trenta Paesi del mondo, promuove scambi, nuove collaborazioni, eventi e missioni internazionali come la conferenza a Berlino del 2016, quella in Cina nel 2017, e quella con la nota IEEE in Aprile 2020.

I settori che in Italia il TVLP Institute vuole sostenere con queste borse sono l’Intelligenza Artificiale e le Scienze della vita (biologia, biotecnologia, e-health, chimica, bio-sensori, etc.). Tre speciali borse sono dedicate alle donne - in qualsiasi settore - per contribuire alla crescita dell’imprenditorialità femminile. A sostenere l’iniziativa è anche BAIA, Business Association Italy America, alla quale è dedicata la borsa su Scienze della vita. 

Le domande di partecipazione, scadenza in pochi giorni, sono gratuite ma bisogna passare una selezione. Il modulo per candidarsi si trova su www.tvlp.co

Le domande saranno valutate in ordine d’arrivo. TVLP raccoglie domande di partecipazione da oltre 40 nazioni, tutti i continenti, selezionando imprenditoriricercatori e manager di tutte le età. Sarà data precedenza ai progetti con un grande impatto sociale.

In bocca al lupo!


Link utili
Application e Domanda per la borsa: www.tvlp.co
Twitter: @svTVLP

Il Silicon Valley mindset spiegato in cinque punti



La Silicon Valley è una delle destinazioni preferite per la creazione di imprese tecnologiche. Apple, Google, HP, Intel, Adobe, Ebay e molti altri colossi della tecnologia hanno qui la propria sede principale e da qui continuano a sviluppare progetti, a investire, ad assumere collaboratori e a conquistare nuove fette di mercato. Ma l'area che va da Palo Alto a San Francisco continua ad attrarre anche aziende di media dimensione di altri settori – dalle biotecnologie ai servizi, dall'alimentare al welfare – che qui sperano e vogliono fare proprio quel mindset unico che ha già contribuito al successo di migliaia di startup.
Non è un caso che ad oggi, 39 aziende incluse nella “Fortune 1000” (la classifica pubblicata da Time sulle più grandi società statunitensi per quantità di fatturato) e migliaia di startup abbiano la propria principale sede operativa in questo distretto, che conta investimenti da parte di venture capitalist pari a un terzo del totale degli investimenti negli Stati Uniti.
La Bay Area diventa quindi un ambiente stimolante per le aziende che vogliono cominciare a “ragionare come startup”. Abbiamo raccolto la testimonianza di alcune delle multinazionali che hanno intrapreso questo percorso incontrandole al campus di Menlo Park del TVLP Institute.


Manager di LG durante un programma TVLP
Manager di LG durante il TVLP program


È il caso, per esempio, di LG, pioniere mondiale della tecnologia che dal 2016 ha portato in Silicon Valley 35 top manager delle sue imprese, o Chalhoub, uno dei principali attori nel settore del lusso, della moda e della bellezza in Medio Oriente, ha organizzato il lavoro dei propri top manager in gruppi, promuovendo una sorta di competizione interna, con l'obiettivo di far acquisire quel particolare mindset tipico delle startup, adeguato a mondo e a un'economia dinamica e in continuo cambiamento.
In California si ricevono strumenti unici per trasferire questo speciale mindset e farsi portatori di una nuova cultura imprenditoriale, ognuno nel proprio paese d'origine. Lo ha capito l'associazione italiana dei manager Federmanager che, attraverso la sua Academy, ha investito nella formazione dei propri iscritti, coinvolti in un percorso in Silicon Valley.

Che cosa rende la Silicon Valley una destinazione preferita dalle startup? 
Grazie all'esperienza nel campo della formazione imprenditoriale, attraverso il contatto con venture capitalist e professori delle più prestigiose università californiane, dopo aver incontrato manager e innovatori da oltre 40 paesi al mondo, abbiamo sintetizzato in questo articolo le ragioni principali che rendono la Silicon Valley una meta a se stante e i motivi per cui risulta vantaggioso per un'azienda avviare la propria attività in un ambiente di questo tipo.
Nel video abbiamo raccolto i consigli di alcuni membri della faculty di TVLP Institute, tra cui Naeem Zafar, imprenditore seriale che ha al suo attivo 6 startups e una IPO, Kimberly Wiefling, esperta e autrice di manuali sulla leadership aziendale, Juan Montermoso, docente di marketing alla Santa Clara University.





Una delle principali “regole” è che il mindset della Silicon Valley non può essere appreso sui libri, ma necessita di un'esperienza diretta – non importa se solo di poche settimane o più mesi – sul posto. Il melting pot culturale portato in quest'area della California da sudamericani, asiatici ed europei ha indubbiamente rappresentato un ingrediente chiave, insieme all’open innovation, alla cultura positiva del fallimento come esperienza educativa e alla forte attrattività per venture capital ed investitori di ogni tipo.
Ma procediamo passo dopo passo.

1. Think different – Pensa in un modo diverso

È stata la filosofia di vita e la fortuna di Steve Jobs: la creatività è la capacità di pensare fuori dagli schemi, di percepire dettagli e particolari che altri non riescono a percepire.
Prima ancora di Apple, l'invito a “pensare in maniera diversa” ha caratterizzato (e caratterizza tuttora) il lavoro di altre imprese americane.
In uno dei primi capannoni di HP – l'azienda che William R. Hewlett e David Packard hanno creato, sviluppando nel 1938 in un garage di 367 Addison Ave a Palo Alto il primo oscillatore audio – erano affisse alcune “regole” per i lavoratori. Vale la pena richiamarne alcune: «Credi di poter cambiare il mondo. Lavora velocemente. Cerca di capire quando è più opportuno lavorare da solo e quando insieme ad altri».
Su questo aspetto è esemplare quanto avviene all'interno di Google, dove i collaboratori sono “costretti” a mettersi in gioco in prima persona, a “perdere tempo” con i colleghi, a divertirsi, a trasferire il proprio posto di lavoro in giardino o al bar. Il tutto per stimolare la creatività e la voglia di “pensare in maniera diversa”. I risultati sono noti a tutti, basti pensare al successo avuto da Gmail, il sistema di posta elettronica ideato da alcuni colleghi proprio durante una “pausa di lavoro” nel quartier generale di  Mountain View.

TVLP program durante una sessione di lavoro ad HP garage
Un partecipante al TVLP program durante una sessione di lavoro ad HP garage


2. Have and share a dream – Credi in un sogno

La storia di ogni startup nasce da un sogno, dal desiderio di trasformare un'idea in un progetto imprenditoriale. “Sogna e condividi il tuo sogno” è l'invito che manager delle più importanti big company suggeriscono a chi visita la Silicon Valley.
«Condividi gli strumenti e le idee – si legge nel decalogo di HP –. Fidati dei tuoi colleghi. Le idee radicali non sono cattive idee. Inventa diversi modi di lavorare. Dai ogni giorno un contributo. Credi che insieme possiamo fare qualsiasi cosa. Inventa».

3. Benefit by the environment – Utilizza le risorse che ti circondano

Il concetto di fondo è un po' simile a quello dei distretti industriali in Italia, quelle realtà territoriali in cui è concentrata la maggior parte delle aziende operanti in un determinato settore, dalla ceramica al packaging, dall'alimentare al tessile, dalla meccanica all'arredamento.
L'ambiente imprenditoriale della Silicon Valley è caratterizzato da innovazione, collaborazione e assunzione di rischi. È questo il quadro motivazionale essenziale per i ricercatori e gli scienziati che scelgono di mettere a disposizione i propri talenti nel mondo dell'impresa. In quest'area è facile trovare e connettersi con mentori esperti dello stesso settore, per cercare una guida nel portare avanti la propria impresa imprenditoriale.
Quest'area offre un facile accesso al libero flusso di informazioni ed è una destinazione unica per ospitare regolarmente seminari, eventi, fiere e workshop. In Silicon Valley tutto si trasforma in opportunità, ogni luogo (che sia un bar o un co-working) diventa un'occasione per conoscere persone, fare nuove esperienze, promuovere i proprio progetti, cercare nuove opportunità.


Stanford Life Design Lab
Stanford Life Design Lab


4. Be creative, innovative and measure success – Si creativo e cerca di misurare quello che fai

Ciò che rende tale la Silicon Valley è l'ecosistema di idee. “Essere creativi, innovativi e misurare il successo” significa “discernimento”.
Un imprenditore arriva qui con un'idea e le persone (il sistema, i colleghi, gli investitori...) decideranno immediatamente se è una buona idea, se potrà avere successo, o una cattiva idea, senza futuro. Se è buona, la alimenteranno, troveranno il modo di finanziartela, di farla funzionare.

5. Have and communicate passion – Lavora con passione e sii comunicativo

Certo, gli angel investor sono persone pragmatiche, vogliono dati certi per valutare se un progetto imprenditoriale potrà viaggiare con le proprie gambe una volta avviato. Ma sono pur sempre persone. Per questo agli imprenditori che arrivano in Silicon Valley da tutte le parti del mondo si consiglia di coltivare le proprie passioni e di essere in grado di comunicarle.
Se stai cercando di creare nuove importanti fonti di reddito per la tua azienda, è necessario avere una visione che sia convincente per le persone non solo per pochi mesi, ma per diversi anni. Devi dimostrare prima di tutto al tuo team, ai tuoi dirigenti e ai tuoi stakeholder che hai una visione a lungo termine, e devi dimostrare la passione necessaria per entusiasmare il resto della tua azienda. Farli eccitare e tenerli eccitati è una parte importante del lavoro di un leader.


Paolo Tomassone



(Nella foto di copertina: manager di
Chalhoub e innovatori dalla Nigeria durante una sessione di lavoro al Graduate School of Business di Stanford)

Team virtuali, i benefici per le imprese italiane



«Il mondo è globalizzato e aziende con il quartier generale in Italia, già da anni producono e vendono fuori confine, e hanno così a che fare con culture diverse e modi di pensare differenti. Quella dei virtual team - studiati per aggregare e incontrare contemporaneamente i lavoratori basati in sedi differenti - è ormai una scelta dalla quale non ci si può tirare indietro. Questi gruppi devono essere “power”, devono funzionare alla perfezione». Lo ha ricordato Antonietta Demaio, dello Studio Notarile Demaio, che ha ospitato il secondo della serie "EXECUTIVE" del Brainstorming Lounge dal titolo “Sviluppare progetti velocemente, riducendo costi e preparando l'impresa alle sfide del futuro”.

Le migliori strategie e i benefici per le aziende li ha raccontati Peter Ivanov, uno dei massimi esperti al mondo di Virtual Power Teams, che ha incontrato durante l'incontro del 23 novembre alcuni imprenditori dell'Emilia-Romagna e del Veneto.

Per essere vincenti, i team virtuali – secondo Peter Ivanov – devono rispettare alcune regole. Prima di tutto devono far emergere la personalità di ogni componente del gruppo, per evitare disarmonia nel lavoro in comune. Ogni partecipante deve essere messo in grado di condividere con gli altri le proprie emozioni, i propri punti di vista e le proprie opinioni in merito a un progetto. Deve poi esserci una chiara visione degli obiettivi di fondo che il team vuole raggiungere in un determinato periodo di tempo. L'individualismo è il “tarlo” che può danneggiare il lavoro in comune e rischiare di far fallire i progetti di un team virtuale.

Peter Ivanov, Brainstorming Lounge EXECUTIVE

Ivanov ha guidato team virtuali di oltre 100 persone in Europa, Asia Centrale, Medio Oriente e Africa ed è stato recentemente relatore presso la sede di Visa in Silicon Valley e ha tenuto un corso di formazione per cento dipendenti di Lufthansa. I suoi team hanno vinto numerosi e prestigiosi premi aziendali, tra cui il "Best of the Best" nel 2007 e il Global "IT Connect Award" nel 2012.

«Per far funzionare i team virtuali – ha spiegato il docente – tutti i componenti devono conoscersi, devono raccontare i successi e gli insuccessi lavorativi. Per far questo servono dei chiari strumenti di comunicazione. Bisogna alternare meeting periodici informali, durante i quali ognuno racconta la propria parte di lavoro, ad altri meeting più formali, in videoconferenza, per analizzare obiettivi raggiunti e per fissarne dei nuovi. Il “regista” di questi incontri deve essere preciso, chiaro nell'esposizione dei contenuti, deve essere un leader capace di attirare l'attenzione dei collaboratori; deve poi essere abile nel concedere a tutti i componenti del gruppo i propri spazi per esprimersi e per condividere i propri punti di vista».

Antonietta Demaio e Peter Ivanov, Brainstorming Lounge EXECUTIVE

L'arte del networking: consigli per imprenditori e leader



L'agenda è uno degli strumenti più preziosi che possa avere un imprenditore. Che sia di formato cartaceo-tradizionale o digitale, quello che conta è che serva a coltivare costantemente una rete di contatti. Perché durante il proprio percorso professionale, un manager può avere bisogno dell'aiuto di dozzine di persone.
Se sei quindi un imprenditore o hai deciso di avviare una startup, sappi che padroneggiare l'arte del networking non è un optional ma una necessità, anche per evitare di mettere a repentaglio le tue possibilità di successo.

Ma come si fa a fare rete? Qual è il luogo migliore per fare rete? E quali sono le parole giuste e gli argomenti da utilizzare durante un incontro di lavoro?
Queste domande possono mettere in difficoltà molti imprenditori. Tu sei in grado di rispondere?

Abbiamo ascoltato quello che Kimberly Wiefling e Angelika Blendstrup insegnano al corso "Doing Business and Networking" al TVLP Institute in California e condensato in questo articolo alcune buone pratiche che potrebbero esserti d'aiuto:
  • Prima di tutto entra in contatto con le organizzazioni locali che si rivolgono a professionisti, imprenditori, banchieri e avvocati. Se la sede della tua azienda è in Silicon Valley o se hai in mente di farvi visita, potresti rivolgerti per esempio a Toastmasters, tie.org, Commonwealth club, Rotary club, oppure partecipare a eventi ospitati da studi legali locali (come Pillsbury, Orrick, WSGR, ecc.) o da studi di commercialisti. Se invece vivi altrove, puoi comunque dare una occhiata a queste organizzazioni e cercarne di simili nel tuo territorio.
  • Utilizza Google, Meetup, Eventbrite per trovare eventi! Cerca gli eventi negli annunci locali, oppure chiedi ad altri imprenditori. Ad esempio in Italia puoi partecipare alla serie di eventi Brainstorming Lounge per founder e imprenditori. Quasi tutti questi eventi sono gratuiti e aperti, previa una registrazione all'ingresso. Si tratta di una grande opportunità per incontrare altri colleghi, futuri eventuali collaboratori, esperti di uno specifico settore (a seconda del tema che viene trattato durante l'incontro, dalle nuove tecnologie ai servizi, dal welfare al turismo). E, non da ultimo, per entrare in contatto con qualche venture capitalist o investitori potenzialmente interessato alla tua attività. Per saperne di più segui la pagina Eventbrite, quella  Meetup, oppure Iscriverti alla newsletter.
  • Assicurati di avere sempre con te alcuni biglietti da visita (è sufficiente che vi sia indicato sopra il tuo nome, e-mail, numero di telefono e una breve frase che riassume quello che stai facendo o che stai pensando di fare). Su www.vistaprint.com può ottenere in brevissimo tempo un biglietto da visita; 
  • Preparati un breve discorso sulla tua attività o sul tuo progetto; cerca di essere preparato su quale tipo di aiuto vorresti chiedere a un potenziale investitore e/o partner. Ad esempio: «Sto avviando un'attività per promuovere i pagamenti con lo smartphone attraverso l'invio di un semplice messaggio; sto cercando un investitore [o un advisor] che abbia una conoscenza approfondita dei pagamenti online». Da notare la brevità e la chiarezza del messaggio. Devi ripeterlo più volte ad alta voce, per essere convincente quando ti troverai davanti al tuo interlocutore.
  • Se tu chiedi a qualcuno «cosa fai?», sappi che anche lui può chiederti la stessa cosa. Prendi quindi appunti di quello che il tuo interlocutore ti ha raccontato, segnati anche soltanto un nome o una frase sul retro del suo biglietto da visita: ti potrà tornare molto utile una volta terminato l'evento di networking.
  • Alterna domande a brevi risposte. Conversare non è fare monologhi ma porre domande. Gli altri ricorderanno una tua domanda intelligente su di loro, piuttosto che un lungo racconto su di te. Ad esempio Io faccio questo... e tu? .... Interessante. Ho sempre pensato che .... e tu cosa ne pensi.
  • Non abbandonare il luogo dell'evento senza aver prima raccolto almeno cinque biglietti da visita (questo ti costringerà a stringere relazioni e a conversare le persone che incontri durante l'aperitivo, oppure con quelle che siedono accanto a te)
Nei giorni successivi:
  • Manda una breve nota - può essere sufficiente una e-mail - il giorno dopo l'incontro per ringraziare i tuoi nuovi contatti e ricordare loro alcune cose che ti sei appuntato sul retro del loro biglietto da visita. Puoi per esempio inviare un articolo che hai trovato interessante relativo a quell'argomento o un commento che hai letto su un giornale o su un sito specializzato in quella tematica. Se ti sei per esempio appuntato «fare un viaggio in Australia» allora puoi cercare e inviare al tuo nuovo conoscente un articolo che riguarda una visita dell'Australia - qualcosa che potrà trovare interessante nel momento in cui lo riceverà e si metterà a leggerlo. Questo è il modo in cui ti distinguerai da decine di altre persone che loro avranno incontrato la sera stessa.
  • Sempre il giorno dopo (o il giorno stesso) chiedi di connetterti con loro sui tuoi social network preferiti (LinkedIn o Facebook);
  • Se loro ti rispondono, fai crescere questa relazione col tempo, non te ne dimenticare. Chiedi sempre "consigli" piuttosto che un "aiuto diretto";
  • Ogni tanto tieni aggiornate le persone nuove che sono entrate in relazione con te: dopo qualche settimana, informali su come stanno andando le cose per te. In queste mail puoi includere le tue richieste. Ad esempio: «Sto cercando un business developer che conosca clienti nel settore… [aggiungi il settore in cui operi]». Oppure puoi scrivere: «Dovrò incontrare degli investitori il prossimo mese. Puoi consigliarmi qualcuno in particolare con cui posso parlare o puoi presentarmi tu qualcuno?»
  •  
Ognuno ha il proprio metodo e il proprio stile per coltivare le relazioni. Noi ti abbiamo dato qualche spunto… tu ora devi esercitarti concretamente.

Buona fortuna! Buon Networking!


[Articolo originale di Tijana Sekulic, in Inglese - Ph. credit: Dell inc.]

Crescono i programmi di accelerazione per le startup



I programmi di accelerazione stanno crescendo  rapidamente in tutto il mondo. Sono stati ideati per formare gli imprenditori nella fase di avvio del proprio progetto.

Proprio come per il funzionamento del motore di un'auto (prima avviene l'iniezione del carburante, poi la rotazione dei pistoni e dell'albero motore, a seguire l'inserimento della marcia e quindi la trasmissione della potenza alle ruote), il momento dell'accelerazione di una nuova impresa prevede alcune fasi, che andiamo a descrivere.

Questi programmi di accelerazione offrono prima di tutto uno spazio di co-working, all'interno dei quali gli imprenditori possono impostare lo sviluppo della propria startup per un breve periodo di tempo; qui vengono offerti pacchetti di conferenze, momenti di formazione e tutoraggio individuale, ma anche opportunità di fare rete con potenziali investitori, altri imprenditori e colleghi dello stesso settore. Hanno una durata breve - da una settimana a qualche mese - per questo sono molto intensivi e altamente competitivi.

Lo scopo principale degli acceleratori è di "accelerare" lo sviluppo di un'impresa fino al punto di lanciare un prodotto o un servizio e iniziare a guadagnare clienti. Partecipando ai programmi di accelerazione, gli imprenditori hanno l'opportunità di ottenere un capitale iniziale e di entrare in contatto con una rete di potenziali investitori, ma anche di ottenere risorse umane e informative.
Tutti possono candidarsi per partecipare a un programma immersivo, ma solo le startup più promettenti (quelle che hanno le idee più lusinghiere) vengono scelte e ammesse.
Al termine del programma solitamente ogni startup presenta il proprio progetto e il lavoro svolto durante la settimana a un gruppo di potenziali investitori e agli altri partecipanti.

Il primo acceleratore, YCombinator, è stato fondato da Paul Graham nel 2005 a Cambridge, nel Massachusetts, ma presto si è trasferito in Silicon Valley. All'inizio l'acceleratore si rivolgeva a imprenditori di diversi settori. Nel corso del tempo, però, il numero di candidati è aumentato tanto che nel 2011 Paul Graham annunciò su Twitter di ricevere ogni minuto una richiesta di partecipazione.
I programmi sono stati potenziati e migliorati, e ora ci si possono scegliere diversi modalità di programmi di accelerazione, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. Hanno sempre più definito il proprio campo d'azione indirizzando le startup in settori specifici.

Randall Stross, editorialista del New York Times, ha raccontato la storia di YCombinator nel suo libro "The Launch Pad: Inside Y Combinator" (2012). Descrivendo il processo di selezione, lo sviluppo delle startup e la Demo nella giornata conclusiva, ha consentito di "entrare" all'interno dell'acceleratore e vedere a quale sacrificio gli imprenditori devono essere disposti per avere successo.
È un'esperienza che cambia la vita. E se è vero che ogni programma di accelerazione ha le proprie specificità, tutti sono accomunati dal fine di aiutare le startup ad "accelerare" il processo di sviluppo e di lancio.

Secondo i dati pubblicati da Crunchbase del 2018, i 5 acceleratori di maggior successo (calcolati in base al numero di exit realizzate) sono:

Y Combinator
500 Startups
Techstars
Plug and Play
MassChallenge.

L'area in cui vengono organizzati questi programmi è determinante. I programmi di maggior successo, infatti, sono negli Stati Uniti e 3 dei 5 programmi sopra citati hanno sede nella Silicon Valley. Essendo la Bay Area il cuore dell'esperienza imprenditoriale, qui una startup ha l'opportunità di acquisire una mentalità unica e imparare da alcuni dei migliori investitori e imprenditori del mondo. Tutto inizia nella Silicon Valley. Questo è il luogo dove ha sede (o ha almeno mosso i primi passi) la maggior parte delle startup di successo, dove anche le piccole startup nate in un garage hanno lanciato il progetto e raggiunto il proprio successo.

Oltre a questi programmi, il TVLP Institute ha sviluppato nel 2013-2014 uno dei primi programmi super immersivi, il "Technology Venture Launch Program". La prima edizione che si è svolta nell'estate 2014: un programma di 20 giorni, progettato per offrire opportunità di mentoring, di co-working e di networking per imprenditori tecnologici e innovatori selezionati dall'Europa, dalla Germania, dall'Italia e dalla Russia.

Successivamente è diventato un programma internazionale molto apprezzato con candidature provenienti da tutto il mondo e diverse opportunità di borse di studio supportate da alcune delle migliori aziende tecnologiche della Silicon Valley. La particolarità di questo programma è rappresentata dal fatto che porta gli imprenditori nel cuore della Silicon Valley, e in questo modo offre un'opportunità unica per ottenere il massimo dal più grande e ricco ambiente imprenditoriale del mondo.


Tijana Sekulic (versione originale in inglese)

Il potere di una buona storia



Conoscete James Dyson e Arthur Fry? Sono due imprenditori che hanno rivoluzionato il mercato con l'introduzione di due prodotti mai esistiti prima. Raccontato così l'episodio non risulta per niente affascinante e, anzi, probabilmente non avrà attirato l'attenzione di nessuno. Verrebbe da commentare: «quali sono gli imprenditori che non provano a immettere sul mercato dei prodotti innovativi? Lo fanno tutti».
Se allora dicessimo che tra loro c'è chi ha brevettato l'aspirapolvere senza sacco e chi ha pensato e realizzato i Post-it Notes? Probabilmente la notizia avrebbe più spazio nella nostra testa.
E se poi aggiungessimo che Dyson ha perfezionato la sua aspirapolvere solo dopo un incredibile numero di 5.127 tentativi e che Fry ha avuto l'intuizione del cubo di adesivi gialli mentre era in chiesa, perché i foglietti usati per tenere il segno nel libro dei canti continuavano a cadere? Beh, la storia sarebbe ancora più accattivante. Appunto, la storia.

Chris Yeh, docente di Storytelling al TVLP Institute in California, insegna che il modo migliore per aiutare i progetti innovativi a distinguersi nell'immenso panorama globale e ottenere investimenti è la capacità di inquadrare le idee in modo attraente, soprattutto nel mondo dell'innovazione, a causa degli enormi livelli di incertezza nella creazione di qualcosa di nuovo. Lo storytelling, ha precisato il professore, è sempre più fondamentale anche per motivare i dipendenti e i collaboratori all'interno della propria azienda.

Secondo Yeh, le storie sono lo strumento per “spiegare” il mondo. Il copione di base è sempre lo stesso: C’era una volta… Ogni giorno… Ma un giorno… A causa di questo… Finché…
Ad esempio nel caso di UBER (o LYFT): C'erano una volta i taxi. Ogni giorno, i viaggiatori sperano che un taxi sia lì quando ne hanno bisogno. Ammesso che arrivasse, il taxi può probabilmente arrivare sporco e scomodo senza dare possibilità al viaggiatore di lasciare la propria opinione ("feedback"). Un giorno Uber ha dato ai viaggiatori il potere di chiamare un'auto, usando solo un telefono, e dare al termine della corsa un punteggio sulla gentilezza dell'autista e la pulizia dell'auto così da informare altri viaggiatori e premiare gli autisti che lavorano con passione. Per questo motivo, milioni di persone hanno iniziato a usare Uber. Fino a quando, infine, Uber ha reso felici i viaggiatori ovunque.

Ma cosa rende bella (e attraente) una storia? Yeh ha individuato tre categorie principali. La prima vuole modificare i termini usati, preferendo parole semplici a termini tecnici o scientifici che potrebbero capire solo gli esperti di un particolare settore. «Abbiamo copiato il computer prodotto da un nostro concorrente e sviluppato meglio la sua idea potenziando l’elettrolita all’interno della batteria», fa parte del vecchio modo di descrivere un progetto innovativo; la nuova narrativa preferisce frasi del tipo: «Abbiamo fatto le cose in modo diverso; abbiamo riprogettato il computer così da durare di più ed essere più leggero, per accompagnarci in ogni momento della giornata».

Una seconda categoria narrativa è quella che prende in considerazione l’audience che abbiamo difronte. «Il pubblico non si cura di quello che fai... la gente si preoccupa di cosa puoi fare per migliorare la loro vita», si dovrà quindi orientare la storia partendo dalle necessità di coloro a cui si rivolge il prodotto e di come queste necessità sono risolte con successo. Ad esempio, cosa è importante per un investitore: realizzare una exit da un miliardo di dollari; investire in un settore in crescita oggi; investire in qualcosa che capisce e che non è troppo lontano da altri investimenti che ha già fatto.

La categoria finale riguarda il potere propulsivo, la determinazione e il ruolo della serendipità (la fortuna di fare scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra). È la categoria più forte e che fa vedere lo spirito dell’imprenditore. È tipica di chi dice: «Ho avuto questo problema e sono riuscito a risolverlo lavorando duro e provando diverse strade fino a trovare quella giusta. Ho creato questa impresa affinché anche altri possano beneficiare di ciò che mi ha cambiato la vita». È necessario comunicare una visione chiara e competenza. È questo il momento in cui parlare delle proprie esperienze e di ciò che si è imparato. Dimostrare di essere la persona giusta per la realizzazione di questo progetto. Si tratta di un duro lavoro e di tenacia. Le cose non vanno secondo i piani, e ha successo colui che  adatta la sua idea, e alla fine, come Thomas Edison, scopre una “lampadina funzionante” dopo mille tentativi falliti. Come potrebbe non essere interessante per gli investitori, i clienti o un comitato di ricerca e sviluppo?

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