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Il “Drago” dell'Emilia-Romagna conquista la Cina: imprenditori selezionati da investitori di Zhongshan

Sono quattro gli innovatori italiani – tutti emiliano-romagnoli – selezionati per far parte di una delegazione internazionale che partirà per la Cina per partecipare al Zhongshan Investment Fair.

Si sono formati in Emilia-Romagna all'Università di Bologna; qui sono stati ispirati e hanno trovato l'ecosistema migliore per trasformare le idee innovative in progetti imprenditoriali. Hanno fondato aziende high-tech nei settori dell’intelligenza artificiale, della realtà aumentata, dell’agri-tech e della diagnosi veloce in sanità. E in Silicon Valley hanno perfezionato il proprio modo di fare impresa, ispirandosi alle startup nate in un garage e poi trasformate in aziende globali.
Alessandro Grandi (AlmaCube), Bruno Iafelice (TVLP),
Rosa Grimaldi (Università di Bologna) presentano il progetto.

Tra decine di talenti italiani che negli anni hanno partecipato ai programmi di accelerazione di TVLP, l'istituto di Menlo Park specializzato in programmi immersivi in imprenditorialità tecnologica, i founder Giacomo Barigazzi (Axyon, intelligenza artificiale nel mondo finanziario), Enrico Di Oto (OaCP, diagnostica rapida per oncologia), Francesco Giartosio (GlassUP, realtà aumentata applicata a occhiali) e Marco Zibordi (PerFrutto, tecnologia predittiva in agricoltura), sono stati selezionati da investitori cinesi per presentare i propri progetti al Zhongshan Investment Fair, che si svolgerà nella regione di Guangdong dal 28 al 30 marzo 2017. Alla delegazione internazionale faranno parte altri Alumni dell'istituto californiano TVLP da varie nazioni europee. L'iniziativa, in Italia, è stata presentata a Bologna insieme all'Università per rimarcare il ruolo della ricerca scientifica nel creare imprese globali di successo, oltre che in Germania, Francia, Inghilterra e Olanda.

Da sinistra, gli imprenditori: Enrico Di Oto, Francesco Giartosio,
Marzo Zibordi, Giacomo Barigazzi
«Il nostro territorio è ricco di persone di talento e all'interno dell'università siamo i primi ad accorgercene – ha detto Rosa Grimaldi, delegata all'imprenditorialità dell'Università di Bologna –. Crediamo che il mondo del domani si debba cominciare a costruire nelle aule, dotando i nostri laureati di stimoli nuovi e favorendo un mind set imprenditoriale. Formazione e momenti di ispirazione non sono sufficienti: per questo, tra le iniziative messe in campo dal nostro Ateneo, ci sono anche quelle di scouting, di pre-incubazione e di incubazione».

Tra le esperienze di successo nate in seno all'Università di Bologna, si segnala l'UNIBO Launch Pad, coordinato dal prof. Simone Ferriani, una delle cinque iniziative nate in Europa per valorizzare il talento imprenditoriale di dottorandi e giovani ricercatori, che prevede la parte di accelerazione finale in Silicon Valley.

«L'ateneo con il progetto Alma Cube ha creato un luogo di incontro per imprenditori provenienti dall'Alma Mater dove possono mettere a fuoco le loro idee e muovere i primi passi imprenditoriali» ha spiegato il presidente Alessandro Grandi, ricordando alcune delle startup di successo cresciute nei loro spazi.

«Un'altra importante fase del percorso che abbiamo immaginato – ha aggiunto Rosa Grimaldi – è quella della crescita delle nostre iniziative imprenditoriali, obiettivo che non può fare a meno di attori
istituzionali in grado di accelerare i nostri migliori progetti in ecosistemi floridi, ricchi di capitali e competenze per farle diventare delle vere e proprie realtà mondiali».

La Cina – nota per lo più come “fornitore” di prodotti a prezzi competitivi – non solo è diventata creatrice di innovazione, ma si sta trasformando in grande investitore. Il Zhongshan Investment Fair è stato ideato proprio con l'obiettivo di favorire l’incontro tra oltre 500 grandi investitori e partner industriali cinesi e le migliori startup da tutto il mondo. Lì sono stati firmati, nel 2016, circa 150 contratti di investimento per un valore complessivo superiore ai 6 miliardi di dollari. Sono queste le ragioni per cui il TVLP Institute, con l'edizione del 2017, ha accettato l'invito di Zhongshan ad aprire opportunità di investimento tra le imprese dei propri Alumni.

«Quella in Cina è una delle iniziative che il nostro istituto sta organizzando in tutto il mondo per promuovere la community dei suoi Alumni provenienti da oltre 25 nazioni, distribuiti su tutti i continenti – ha spiegato Bruno Iafelice del TVLP Institute, arrivato in Italia dalla California per annunciare i dettagli dell'iniziativa –. Sono imprenditori e manager, dai 21 ai 55 anni, da chi ha un'idea innovativa a chi dirige aziende che fatturano decine di milioni di dollari, addirittura multinazionali, tutti accomunati dalla voglia di acquisire la cultura vincente e positiva della Silicon Valley. Lo scorso novembre, a Berlino, abbiamo organizzato la conferenza “Anticipating the future” assieme al Fraunhofer Institute per mettere in contatto la comunità internazionale dei nostri Alumni con innovatori e imprenditori di una delle principali locomotive d'Europa. Per questa iniziativa della Cina abbiamo pensato che fosse naturale coinvolgere in Italia l'Università di Bologna, da sempre ai primi posti in campo scientifico e tecnologico, per poter raccontare il percorso professionale di queste quattro aziende che hanno trovato nell'ateneo bolognese terreno fertile per germogliare».

I progetti di Barigazzi, Di Oto, Giartosio e Zibordi sono tutti accomunati da una solida base scientifico-tecnologica e da una visione globale. Sono queste tra le motivazioni principali che hanno convinto gli investitori cinesi interessati a tecnologie avanzate, ma allo stesso tempo a indirizzare i loro capitali e le loro competenze verso progetti imprenditoriali di respiro internazionale, ideati per risolvere alcuni dei più grandi problemi dell'umanità.

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