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venerdì 22 maggio 2020

Genoma degli ecosistemi dell’innovazione: dalla Silicon Valley a Londra passando per Singapore

Startup Genome ha confrontato oltre 50.000 startup definendo le caratteristiche dei luoghi dove fare impresa è, in qualche modo, più facile.



Dove ha senso creare una nuova impresa? Startup Genome nel suo report annuale “Startup Ecosystem Report” mette a confronto le caratteristiche più importanti dei principali ecosistemi dell’innovazione. L'ultima pubblicazione è appena uscita a maggio 2020 tenendo anche conto degli impatti del COVID-19.
L’analisi evidenzia una serie di aspetti di successo in un ecosistema dell’innovazione. Sebbene non prenda in considerazione le grandi aziende e sia limitata alle sole startup, i dati del report forniscono interessanti spunti di riflessione.

Riconoscendo l’impossibilità di replicare la Silicon Valley, diversi altri cluster mondiali dell’innovazione hanno cercato di estrapolare gli elementi salienti di quell’ecosistema rielaborandoli con le caratteristiche del loro territorio. Pertanto, vi è l’assunzione implicita che la Silicon Valley sia

il miglior ecosistema dell’innovazione e tutti gli altri se ne differenzino esaltando alcune delle sue caratteristiche peculiari come la disponibilità di startup, l’abbondanza di capitale di rischio, i risultati delle aziende presenti, la diffusione della cultura imprenditoriale, la presenza di network e la fluidità del networking e la disponibilità di talenti, così come considerati nel report.

Secondo il rapporto i primi cinque ecosistemi di startup al mondo sono:
  1. Silicon Valley
  2. New York City
  3. Londra e Pechino (in parità)
  4. Boston
La Silicon Valley rimane nella posizione che ricopre dal 2012: l'ecosistema di startup globale n. 1. Guardando ai settori industriali/tecnologici, sette dei 10 principali investitori mondiali di intelligenza artificiale - aziende come Google, Facebook e Apple - hanno sede nella Silicon Valley; le aziende globali di fintech stanno aumentando la loro presenza nella regione e la Silicon Valley ospita oltre 1.400 società di scienze della vita che danno lavoro a oltre 52.000 persone. Uno dei motivi per cui la Silicon Valley è il più grande ecosistema imprenditoriale è che ha risorse di livello mondiale: le startup hanno accesso a talenti (Stanford University, UC Berkeley, Santa Clara, USCF), capitale, oltre a numerosi investitori e mentori.

Secondo Robert Siegel, Partner di XSeed Capital e docente di Management all'università di Stanford, “Nonostante l'aumento dei prezzi degli immobili e maggiori regolamentazioni (rispetto ad altre zone degli USA, ndr), la Silicon Valley rimane un luogo vivace per le startup”.

Tuttavia, nell'ultimo decennio molti paesi hanno sviluppato ecosistemi imprenditoriali di successo. Gli autori del Genome Report non pongono la domanda "Chi sarà la prossima Silicon Valley", ma affermano che ci saranno 30 hub, nei prossimi anni, distribuiti in tutto il mondo, raggiungendo, nel loro complesso, una massa critica paragonabile a quella della Silicon Valley. Ad esempio, costituendo centri di eccellenza geografica, come Singapore nel sud-est Asia, o di settore, come San Diego (California) per le Scienze della vita. Ognuno di questi centri prospererà, sebbene nessuno di loro sarà grande come la Silicon Valley.
L’ecosistema di Tel Aviv, sceso al posto 6 rispetto il primissimo livello del 20121, ha una morfologia simile a quello della Silicon Valley: popolazione di imprenditori giovane, ben preparata e con accesso a buone risorse finanziarie. La disponibilità di personale altamente qualificato ha da oltre 60 anni attirato la maggior parte delle multinazionali stabilendo una sede in Israele e alimentando un mercato del lavoro altamente qualificato.


Fuori degli Stati Uniti, Londra entra nell'élite dei migliori ecosistemi grazie anche alla sua posizione di secondo centro finanziario più grande del mondo. La capitale inglese si presenta con una forte cultura imprenditoriale supportata da una fitta rete di connessioni tra gli attori principali, una generazione di imprenditori di successo che funge da esempio per altri, frequenti eventi, e un nutrito numero di esperti e investitori. Sul piano dell'innovazione Londra ha una combinazione positiva di una copiosa produzione di brevetti e risultanze scientifiche. Gli imprenditori europei nel settore scienze della vita dovrebbero considerare di trasferirsi a Londra dove la quota delle startup in Life Sciences è poco più del 2% (la quota nella Silicon Valley è del 3,8%) e di gran lunga superiore alla media Europea. Un altro settore che si è distinto come il più promettente nel Regno Unito è l'Edtech (o edu-tech), che dovrebbe raggiungere $4,4 miliardi entro il 2021 e inserirsi in un contesto già privilegiato del Regno Unito con esportazioni oltre i $22,8 miliardi all'anno nell'industria della formazione. Londra ha più di 500 aziende Edtech e si colloca al primo posto in Europa per finanziamenti nelle fasi iniziali di Edtech.

Marta Bulaich, docente del TVLP Institute a Menlo Park in Silicon Valley e coinvolta in diversi fondi di investimento, conferma nel suo corso 'Venture Capital in Silicon Valley' come il modello della Silicon Valley si sia evoluto nel tempo attraverso la nascita di micro-fondi e fondi industriali. Sempre più frequenti sono i venture capitalist che cercano startup di successo in altri luoghi del mondo tra cui in particolare Londra, dove la stessa signora Bulaich, fa parte di uno dei fondi più innovativi, il Crane Venture Partners.

Berlino dopo la caduta del muro nel 1989 e la riunificazione tedesca, ambisce a diventare capitale europea della cultura e hub di primaria importanza per l’innovazione. Tra i primi 10 ecosistemi nel mondo, la capitale tedesca è caratterizzata da un’abbondanza di giovani e un costo della vita di gran lunga inferiore a quelli delle altre capitali europee, trasporti veloci che collegano tutte le parti della città e ottime connessioni con il resto dell’Europa e del mondo. La politica di crescita del governo tedesco ha attirato a Berlino numerose grandi aziende e spinto la crescita dei grandi centri di ricerca, in primo luogo il Fraunhofer Institute e le università locali. Una propensione all’accoglienza e alla multiculturalità e una diffusa capacità di comunicare in inglese completano la capacità di Berlino di attirare startup da tutta europa. Tuttavia il report evidenzia come gli imprenditori di Berlino siano mediamente meno formati di quelli della Silicon Valley e meno ambiziosi. Le startup berlinesi sono più orientate alla consulenza e meno allo sviluppo del prodotto, denotando così un ecosistema ancora acerbo sebbene fortemente promettente. Berlino si distingue anche per i livelli relativamente bassi di investimenti, limitata presenza di VC locali ed esperti rispetto a altri ecosistemi. Negli ultimi anni Parigi e Stoccolma hanno rafforzato le loro posizioni rispetto a Berlino.

Gli ecosistemi analizzati sono esempi di come diversi fattori già presenti sul territorio, la cultura e la politica siano stati coniugati così da attivare un processo di crescita. Sembra quindi non esserci una ricetta unica per il suo sviluppo, tuttavia sono presenti alcuni elementi comuni come la località dell’ecosistema, la presenza di giovani talenti e di aziende ben formate, la cultura del rischio, la base tecnologica dei progetti e la visione globale ed ambiziosa. In poche parole, la liquidità delle idee e delle persone.


Tijana Kovijanic

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