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In Silicon Valley nasce il programma a sostegno delle università




Gli universitari sono i professionisti e i leader del futuro, che influenzeranno aziende e interi comparti industriali. Ma un titolo di studio non basta per avere successo nel mondo del lavoro. Quella che sembra un'ovvietà, ha portato alcuni atenei negli Stati Uniti e in altri continenti a mettere in piedi progetti rivolti specificamente ai laureandi che hanno intenzione di fondare una startup o sognano di avere un'impresa propria. Con l'obiettivo di trasferire loro non solo le nozioni scientifiche per ottenere il titolo di studio, ma anche le conoscenze di imprenditorialità, di creatività e di design thinking.
Un concetto che comincia a entrare nel linguaggio di alcune università italiane che si stanno convincendo a creare più opportunità per i propri studenti, per prepararli al mondo del lavoro e assorbire la cultura imprenditoriale Oltreoceano.

Esperienze di successo sono già state fatte, per esempio, dall’università di Bologna che da tre anni, attraverso l’UNIBO Launch Pad, manda i suoi migliori ricercatori negli Stati Uniti per capire come trasformare un’idea in impresa. Una sfida raccolta anche da Ferrara, che ogni anno assegna una borsa a uno dei migliori dottorandi  con un progetto imprenditoriale, per confrontarsi con mentors e imprenditori seriali in Silicon Valley, la culla dell'imprenditorialità, dove startup nate in un garage sono cresciute fino a diventare multinazionali.

«Qui ho potuto migliorare e accrescere le mie capacità di comunicazione, per riuscire a presentare nel miglior modo possibile la mia azienda e i miei progetti. Inoltre ho imparato che per ogni problema ci può essere sempre una soluzione» spiega Lorenzo Zuolo, ingegnere, co-fondatore di SSDVision.


Ricercatori dell'Università di Pisa insieme a Dr. Fred Cohen, inventore del primo virus
informatico e investitore della Silicon Valley.

Da Pisa, invece, sono cinque i giovani ricercatori volati negli USA per partecipare al programma express del TVLP Institute di Palo Alto. Uno di loro è Gianluca Biggi, che ha ottenuto il premio sull'innovazione Best Idea Award 2017, al termine del dottorato su un sistema di valuta complementare chiamato pagoinlire.it

«La parte che mi ha colpito di più di questo corso - spiega Gianluca - è stato senz'altro il conoscere tutti gli attori che fanno parte dell'ecosistema della Silicon Valley, quindi gli investitori e tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo delle startup. E' stata una sorpresa assoluta, non mi sarei mai aspettato che potesse esserci così tanto fermento in questa zona. Mai avrei immaginato di trovare una realtà così dinamica, avanti e così sviluppata soprattutto per il supporto che viene dato ai giovani che iniziano una carriera imprenditoriale».

L'esperienza californiana per Elisa Ferrari e Pietro Carra, co-fondatori di Smart Video Sourveillance, è stata senza dubbio l'occasione per mettersi alla prova come futuri imprenditori e, in particolare, per esporre il proprio progetto di videosorveglianza intelligente al giudizio di investitori, imprenditori ed esperti in ambito tecnologico. «Siamo venuti qui - spiegano Elisa e Pietro - per imparare meglio come organizzare il nostro progetto e come saperlo vendere a livello internazionale. Siamo rimasti molto colpiti da questa esperienza soprattutto per le sessioni di networking». Fondamentale, durante il TVLPx, il mentoring con imprenditori seriali e venture capitalist: «ci hanno fornito numerosi spunti su come cambiare l'idea del prodotto, facendoci capire cose che noi davamo per scontate ma non lo erano».

«Questo corso è stato particolarmente affascinante. E' stata un'esperienza che ha aperto la mia mente e il modo di vedere le cose» ricorda Anita Nari, fondatore di Cooking for Art, precisando di essere entrata in contatto con «una realtà profondamente diversa da quella che viviamo in Italia. Qui abbiamo un approccio completamente diverso nell'affrontare le startup e la vita lavorativa. Tutte le cose che in Italia potrebbero diventare difficili, in Silicon Valley diventano molto più facili».

Dello stesso parere anche Virginia Bacchereti, fondatore di Alien Ice Care, azienda che realizza dispositivi medici per la terapia del freddo. «Abbiamo imparato molte nozioni tecniche su come portare avanti in maniera vittoriosa il nostro business. Ma quello che mi ha colpito di più è stata l'impostazione mentale che si ha qui in Silicon Valley, che è molto veloce e meritocratica».

«Mi aspettavo anche all'apparenza una vita molto frenetica e un contesto ambientale molto più frenetico - prosegue Virginia -. In realtà ho trovato una velocità nel cercare e nel portare a conclusione gli affari, ma allo stesso tempo ho trovato persone, imprenditori, venture capitalist e business angels molto disposti a parlare con chi ha realtà più piccole e molto disponibili a fare una chiacchierata tranquilla».

Dall'esperienza con le università californiane TVLP Institute ha deciso di lanciare l'University Entrepreneurship Program, con lo scopo di formare ogni studente ad essere leader e, una volta terminata l'esperienza in Silicon Valley, a motivare altri studenti e ricercatori, promuovendo eventi, campus, sfide tra imprenditori, o creando spazi e organizzazioni gestite dagli stessi studenti. I partecipanti entreranno così a far parte di una straordinaria rete globale e trarranno numerosi vantaggi personali dalle capacità di leadership e dal know-how per lo sviluppo del venture development.



Il servizio di Askanews sul lancio dell'University Entrepreneurship Program





Los Altos California - Intervista a Gianluca Biggi, founder Pagoinlire.it



Los Altos California - Intervista a Pietro Carra e Elisa Ferrari, co-founders Smart Video Sourveillance


Los Altos California - Intervista a Anita Nari, founder Cooking for Art


Los Altos California - intervista a Virginia Bacchereti, founder Alien Ice Care



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